Una cartolina risalente al 1901 ritrae i Giardini Estensi, nei mesi in cui fu allestita una expo in miniatura in una struttura liberty, con tanto di «cupolone». Ma quello che più fa sorridere è un Toboga, un precursore di quelli che oggi troviamo nei parchi di divertimento.
Una barca su rotaie lanciata dalla collina dei giardini Estensi per approdare nella fontana ornamentale con un vigoroso splash. Un impianto che rimase in funzione da agosto ad ottobre e che riscosse un buon successo.
Al fianco della sfrecciante Taboga ecco che fanno capolino i tanto discussi tassi. Tanto discussi perché, recentemente, sono al centro di un botta e risposta tra il noto agronomo, che sostiene che le prove sulla loro reale secolarità non siano fondate, e il responsabile del verde pubblico, . «Quelli illustrati nella cartolina – afferma Cardani – ritengo siano gli stessi tassi di oggi e hanno oltre un secolo di vita: nessuno ha mai detto che siano bicentenari». Cardani per la stesura della relazione presentata in commissione ambiente, dove si è deciso di abbattere
i famosi 16 cipressi per salvaguardare i tassi, si è affidato al libro, “I giardini della città giardino”, scritto per la Lativa editore nel 1984 da . Com’è ormai noto, i 16 cipressi della California dovevano essere tagliati per due motivi: il primo è che l’assessorato voleva eliminare gli arbusti non in linea con il disegno originale del giardino pensato dal duca , e il secondo è che stanno fagocitando i tassi secolari e potrebbero farli morire. Per legge “ad avere la meglio” sono i tassi, proprio perché risulterebbero dei “grandi anziani”.
La pagina che ha più colpito i tecnici di Palazzo Estense è la 280. Cottini teorizza il fatto che nel 1901, in occasione dell’esposizione universale, il giardino fu snaturato e anche danneggiato sulla collina, con la costruzione di un gigantesco toboga che faceva precipitare una barca nella fontana. Furono anche estirpate delle piante ma il comune quando riparò i guasti non lo fece con la sensibilità storica necessaria. «Aveva così inizio una lunga stagione – scrive Cottini – che vedeva l’inserimento nel giardino di elementi vegetali scelti in modo casuale (il colmo fu raggiunto con esemplari di palme) e la sovrapposizione di soluzioni stilistiche diverse, molto spesso non correlate all’impronta voluta da Francesco III d’Este, dal Pellegrini Robbioni e dal Veratti». In più immagini dei primi anni del Novecento che ritraggono i Giardini Estensi compaiono i tassi, ma secondo Zanzi, nonostante siano nella stessa posizione, potrebbero essere stati ripiantati più volte. Inoltre, L’agronomo ritiene che le piante in questione risultino piccole per l’età presunta che viene loro attribuita.
«Questo è perché vengono potati regolarmente – controbatte Cardani – esistono anche ulivi di tremila anni in Puglia che hanno dimensioni contenute. Sono stati tenuti come bonsai, anno dopo anno, proprio per evitare che aumentassero troppo di dimensione. La potatura dei tassi, che il Comune di Varese compie regolarmente come per qualsiasi altra pianta nei giardini, ci costa 185 euro a pianta e viene effettuata tra il 15 e il 30 di settembre, quest’anno è stata fatta il 23».
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