Roma, 27 gen. (Apcom) – Sono pochi i biglietti ancora
disponibili per ‘Le parole che non vi ho detto’, che vede tornare
Enrico Brignano, a grande richiesta, sul palco del Teatro Sistina
di Roma dal 3 febbraio all’8 marzo. “Siamo abituati a macchine,
amori e cucine usa e getta – ha scherzato Brignano oggi in
conferenza stampa – invece qui si torna ai vecchi tempi, con gli
stessi spettacoli che tornano in scena. Vedere 1540 spettatori
quando si apre il sipario è emozionante. Spero che la gente butti
il telecomando nel water e venga a teatro. E’ vero che è
un’industria moribonda, ma questo spettacolo è vivissimo: la
gente ha iniziato a comprare i biglietti tre mesi prima, e senza
vedere il ‘cammello’ che ha pagato”.
Lo spettacolo, nato lo scorso anno per sostituire la
performance di Dorelli al Sistina, ha già registrato due
settimane di esaurito. “Vedere la scritta ‘Tutto esaurito’
all’entrata del Sistina – ha raccontato l’attore – per me è un
grande onore. Io la vedevo quando ero allievo e imploravo il
direttore di trovarmi un posticino. Non avrei mai immaginato di
vestire io i panni del protagonista che registra il tutto
esaurito. Ora qui al Sistina mi sento a casa mia”.
Accompagnato da Simona Samarelli e dalle musiche di Armando
Trovajoli, ‘Le parole che non vi ho detto’ è stato scritto da
Brignano insieme a Mario Scaletta, Augusto Fornari, Massimiliano
Orfei, Manuela D’Angelo e Massimiliano Giovanetti. “A quarantadue
anni – ha continuato il comico – mi rendo conto di non aver detto
tante cose e di averne ancora tante da dire, per questo ho
bisogno della memoria, rappresentata benissimo
dall’indispensabile Simona Samarelli, e delle musiche di
Trovajoli che ci portano indietro nel tempo all’interno del
tempio della commedia musicale”.
Una pièce in cui è centrale l’amore, il matrimonio, le ansie e
le angosce quotidiane. “Gli spettacoli – ha spiegato Giovanetti –
riescono bene quando uno becca il nocciolo e lo sviluppa. Se
questo seme potesse avere un nome, in questo caso, si chiamerebbe
autenticità, onestà verso il pubblico e di Brignano verso se
stesso”. Non c’è traccia invece di satira politica. “Non è giusto
che loro prendano anche qui la scena – ha commentato Brignano –
qui si ride con la satira di costume, le persone si riconoscono
in quello che racconto”.
Il protagonista, che ha detto di essere stato colpito da
giovane dalla visione di ‘Rugantino’, ha ammesso che Gigi
Proietti è rimasto il suo punto di riferimento. “Però – ha
proseguito – ho anche tutte le videocassette e i dvd dei vecchi
film di Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Walter Chiari. A me piace
quel tipo di comicità, che ritengo elegante. Nei miei spettacoli
non c’è neanche una parolaccia, nella vita ne dico quante ne
voglio, ma in scena non mi piace. Spero di non tradire i miei
modelli”.
Federico Capranica, che ha curato la parte musicale, ha poi
ricordato gli esordi di Brignano. “L’ho visto sedici anni fa – ha
raccontato Capranica – era ‘l’attor giovane’ della compagnia, e
quello che mi colpì fu che, a differenza di altri, amava il
teatro molto più di se stesso”. ‘Le parole che non vi ho detto’
andrà poi in scena a Firenze, Bari, Napoli, in Sicilia e forse a
Bologna nel prossimo anno. “Noi andiamo dove ci vogliono – ha
concluso Brignano – non abbiamo bisogno della sussistenza
statale: siamo fieri di vivere grazie ai nostri guadagni”.
Caw
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