BUSTO ARSIZIO C’è una lacrima che fa bene e scuote. Si tratta della “lacrima di blu” che dà il via a un viaggio nel tessile e sprigiona energie e confronto per uscire dalla crisi. Si tratta di un libro, scritto dallo storico bustocco Luigi Giavini, uscito in queste ore.
Ma già sta animando il dibattito tra gli imprenditori varesini. Anche per il monito finale, «Ognuno si prenda la responsabilità di scegliere: o continuare nel “chi se ne frega della storia, del tessile e del dovere morale di tentare una rinascita”, oppure imboccare la strada del coraggio, a partire dalla famiglia». Rafforzato con una sferzata: «Diminuiamo i convegni inutili e promuoviamo le sinergie tra scuole, istituzioni e industrie». Triste alternativa: «Importare periti tessili dalla Turchia, dall’India, dalla Cina…».
“Una lacrima di blu” è proprio il titolo del libro di Giavini (Nomos edizioni): espressione che racchiude tutto un mondo. Il linguaggio magico dei tintori, capace di coniugare la battaglia concreta e quotidiana per risultati perfetti – pena perdite economiche, e di prestigio – e la poesia.
Tante perle, tutte da gustare. E due voci, quelli di due imprenditori come Roberto Belloli e Piero Sandroni, che sottolineano: da qui si prende la forza per la rinascita.
OGGI IL SERVIZIO COMPLETO SUL GIORNALE
m.lualdi
© riproduzione riservata











