BUSTO ARSIZIO Stilisti in erba e fiduciosi. Nel saggio di fine anno degli istituti Olga Fiorini abbiamo intervistato i ragazzi.
La crisi spaventa i liceali ma a predominare è la voglia di reagire. Benedetta frequenta il terzo anno, indirizzo moda. Anche lei martedì sera ha indossato la sua creazione: una camicia – questo era il tema della sfilata di fine anno – disegnata e confezionata a mano. «Ho scelto questa scuola perché mi piace creare e riesco a dare forma e a sviluppare le mie idee, concretizzandole dal concept al prodotto finale – spiega la ragazza – non bisogna lasciarsi spaventare da quello che sentiamo ogni giorni in televisione o leggiamo sui giornali. Credo che se c’è la passione, è possibile emergere anche in campi difficili come tessile e moda. Certo, bisogna sapersi distinguere e avere idee all’avanguardia».
Ma la passione non basta: fondamentali l’esperienza e la buona volontà. «La nostra classe – interviene Valentina, terzo anno – ha auto la fortuna di effettuare sette settimane di stage in aziende tessili del territorio nell’ambito del progetto alternanza scuola-lavoro. Per me è stata un’esperienza importantissima, mi ha aperto una porta sul mondo del lavoro. Ho fatto di tutto perché è necessario sapere essere flessibili: dal sapere usare la macchina da cucire, alla logistica. Credo sia importante fare tanta gavetta. E che in zona ci siano opportunutà».
Più pessimista, invece, Gianluca che frequenta il terzo anno del liceo Pantani, indirizzo sportivo. Dopo le superiori è già pronto a volare negli Stati Uniti: «Nel nostro Paese non ci sono sbocchi, la mentalità è troppo chiusa. Io ho la fortuna di essere bilingue, conoscere l’inglese è indispensabile. Se si hanno le competenza il lavoro si trova ma io preferisco trovarlo in America».
m.lualdi
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