«Volandia deve estinguere il suo debito di oltre mezzo milione». «Subito, ma solo se la Provincia ci restituisce i due milioni che ci spettano».
Il botta e risposta arriva al calar delle tenebre: Villa Recalcati e , presidente del Museo dell’Aeronautica di Volandia a Vizzola Ticino, si rincorrono a suon di euro, certificando ancora una volta il precario stato di salute finanziaria che affligge l’ente presieduto da .
Nel tardo pomeriggio di ieri la Provincia di Varese ha diffuso un comunicato stampa a firma dei capigruppo di maggioranza e. In oggetto la richiesta ufficiale alla Fondazione del Museo di aprire un tavolo per negoziare il rientro da un debito «di oltre mezzo milione di euro».
L’istanza arriva dopo una lunga e non nuova premessa sulla non facile contingenza economica: «Regione Lombardia deve ogni anno alla Provincia, per legge, circa 19 milioni di euro per le funzioni regionali delegate che Villa Recalcati svolge. Siamo a marzo e a oggi nemmeno un euro è stato trasferito».
«Che piaccia o meno la situazione è questa: finora abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità, cercando di gestire l’emergenza e non facendo polemiche strumentali».
L’inevitabile “cappello” prosegue: «Questo momento di particolare criticità finanziaria sta ponendo la Provincia di Varese in serie condizioni di difficoltà, anche di cassa, e risulta necessario far fronte prioritariamente alle spese obbligatorie come il pagamento del personale e le rate dei mutui. Siamo costretti a dover utilizzare anche le entrate vincolate per il pagamento delle spese correnti».
Dopo il riferimento al recente caso del mancato rinnovo della convenzione con il Centro Geofisico Prealpino,«emblema della situazione in cui ci troviamo», lo scritto entra nel vivo.
«Se da Palazzo Lombardia non dovessero arrivare rassicurazioni a breve, saremo costretti a scelte difficili e dolorose, cercando in tutti i modi di recuperare risorse per evitare pesanti ripercussioni sul territorio. Per questo si sta procedendo a un’attenta e minuziosa analisi del bilancio, per verificare tutti i crediti che l’ente provinciale ha e che in questi anni non sono mai stati saldati. Tra questi vi è il debito di Volandia nei nostri confronti, un debito che più volte, anche in passato, abbiamo chiesto di estinguere».
Per poter garantire almeno i servizi essenziali «dobbiamo riscuoterlo, pur consapevoli del valore di questa realtà e delle iniziative che organizza e promuove, e dispiaciuti per non poter risolvere la cosa in maniera più serena» si legge in conclusione.
Immediatamente interpellato, Reguzzoni ribatte: «Siamo noi a vantare un credito di due milioni verso la Provincia. Si tratta delle spese sostenute fin dal 2008 dall’ente che presiedo e relative al personale tecnico e amministrativo che Villa Recalcati in quell’anno ha ritirato, venendo meno a quanto prescritto dalla legge regionale sul funzionamento di Volandia. Siamo stati allora costretti a servirci di professionisti esterni, sobbarcandoci dei costi che ammontano a quella cifra».
«In più – continua l’ex onorevole della Lega Nord – c’è ancora aperta la partita del Museo dei Trasporti Ogliari: per traslocarlo da noi in vista di Expo, la Provincia deve sbloccare per contratto fondi pari a 250 mila euro».
Infine l’ironica chiosa: «Se mi danno tutto questo, la questione del debito la risolviamo in un minuto».













