Tributo di Varese al prof Furia Una via che porta alle stelle

Tributo di Varese al prof Furia Una via che porta alle stelle

VARESE Una strada che porta diritto… alle stelle. E non è solo una metafora, dal momento che l’attuale via Campo dei Fiori in effetti conduce all’osservatorio astronomico. Sarà quella la via cui, a breve, la giunta cambierà nome, per dedicarla alla memoria del professor Salvatore Furia, scomparso nell’agosto dell’anno scorso, e fondatore del centro geofisico e dell’osservatorio che si trovano sulla cima del monte. L’idea di un tributo del genere alla memoria del Prof era emersa immediatamente dopo la sua scomparsa, salvo poi essere messa nero su bianco pochi mesi dopo dall’allora consigliere comunale Stefano Clerici (oggi assessore all’ambiente). E oggi, con l’abolizione delle circoscrizioni (che avevano la competenza sulla toponomastica), verrà discussa e votata direttamente dalla giunta comunale. «Se ne parlerà tra due settimane – spiega lo stesso Clerici – Giusto il tempo per permettere agli uffici di preparare le carte e definire i documenti in ogni loro parte. Dopodiché servirà semplicemente il via libera politico, che sono sicuro non mancherà».Del resto, la figura di Furia – che in mezzo secolo si è intersecata con la storia stessa della città – non ha mai diviso, ma è sempre stata motivo di unità. «L’idea è quella di intitolargli la via che porta all’Osservatorio astronomico – continua l’assessore comunale – ovvero la strada che, dopo il bivio di via del Ceppo, porta alla cima del monte. Ad oggi si chiama via Campo dei Fiori. Dal momento che questo parco è stato

reso famoso proprio dalla presenza del centro astronomico, fondato oltre 50 anni fa proprio dal professor Furia, direi che sarebbe la via giusta da intitolargli». Un’idea accolta in maniera positiva anche dagli eredi, in particolare il figlio Massimo Furia. «L’idea di un’intitolazione era nell’aria già nelle prime tristi ore dalla scomparsa di mio padre – ammette il Massimo – Credo che sia un bel regalo da parte di una città che lo ha amato e che è stata parimenti ricambiata da mio padre. Anche la scelta della via è perfetta: ricalca perfettamente il carattere dell’uomo che, nonostante i molti riconoscimenti e le medaglie appuntate al petto, era rimasto, ovvero una persona riservata e schiva. Questo per dire che, se qualcuno pensa che la via scelta sia troppo periferica, è bene che sappia che padre avrebbe voluto così. Anche perché si tratta del luogo al quale ha consacrato la vita».E le persone che d’ora in avanti si recheranno all’Osservatorio lo faranno percorrendo via Furia. «Io stesso vado spesso con la mia famiglia. Andarci percorrendo la strada dedicata a mio padre mi commuoverebbe». La proposta sarà quindi dibattuta in giunta il 19 luglio. Furia era nato a Catania nel 1924, ma ha abitato a Varese dal 1940, fino alla data della sua morte, il 12 agosto 2010. Settant’anni di dedizione che lo rendono degno dell’intitolazione. Nel 1956 ha fondato la “Società Astronomica G.V. Schiaparelli, Centro popolare divulgativo di scienze della natura”.Marco Tavazzi

s.bartolini

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