Troppe le scuole "semivuote"E il Comune prova a chiuderle

Troppe le scuole "semivuote"E il Comune prova a chiuderle

VARESE Il comune di Varese pensa a una razionalizzazione delle sedi scolastiche in città concordata con i dirigenti e l’ufficio scolastico provinciale, per un riordino complessivo dei plessi, ottimizzando gli spazi e risparmiando sui costi della manutenzione.Una prima razionalizzazione, in realtà, sarà imposta dal decreto Gelmini, che prevede la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni. Ma per questa regola, in città sarebbe a rischio solo la scuola Mameli della Rasa e

nulla è già stato deciso: «Stando al numero attuale di alunni sarebbe l’unica nel Comune ad essere sottodimensionata rispetto a quanto stabilito dal decreto – afferma l’assessore alle politiche educative, Patrizia Tomassini – Ma ogni decisione è rimandata almeno a dopo febbraio: bisognerà aspettare che chiudano le iscrizioni. Poi, insieme all’ufficio scolastico provinciale e ai dirigenti scolastici, valuteremo le scelte da compiere, tenendo conto del carico degli insegnanti e di tutte le esigenze».

Il Comune, però, per il futuro pensa anche a una razionalizzazione complessiva dei plessi che permetterebbe di risparmiare sulle spese di manutenzione: «È possibile che in città ci siano scuole grandi con spazi sottoutilizzati, perché in passato avevano tanti studenti che ora si sono ridotti. Allora, magari, le aule libere possono essere meglio utilizzate». «Intendiamo studiare come si potrebbero ottimizzare le sedi scolastiche in città, ottenendo un grande risparmio per la manutenzione – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Gladiseo Zagatto – Esistono dei plessi, ad esempio, collocati nella stessa via e che probabilmente si potrebbero accorpare senza disagio per le famiglie. Ovviamente non si tratta di un progetto a breve termine, ma di un’idea che richiederà il coinvolgimento di tutti i dirigenti scolastici, per essere il più possibile condivisa e senza disagi: a tempo debito sarà predisposto un apposito tavolo o se ne potrebbe discutere in quello già aperto sulla sicurezza degli istituti. Si potrebbe anche pensare a una dismissione progressiva delle scuole individuate».
«Sulla chiusura dei piccoli plessi, che oggi sono un’opportunità per molte piccole comunità, non sono assolutamente d’accordo con il decreto Gelmini – dice con fermezza anche Antonio Antonellis, dirigente dell’istituto comprensivo di Varese 3 – ma un ragionamento sulla razionalizzazione dei plessi scolastici della città potrebbe essere anche positivo se si aprirà un confronto con i dirigenti scolastici, in modo che in nessun modo si possa tradurre in una riduzione dell’offerta formativa».
Piero Orlando

s.bartolini

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