VARESE Cambio di stagione: Stefano Pillastrini indossa di nuovo l’amato panciotto, ma non gli dice bene. Aveva chiesto cuore ai suoi, non gliene hanno dato abbastanza: «Quando si è in emergenza – esordisce – per vincere bisogna avere un atteggiamento guerriero: i… superstiti dovevano sfoderare una grandissima partita, invece è stata solo discreta. Se tecnicamente abbiamo raschiato il barile delle risorse residue, come temperamento potevamo fare di più. Poi possiamo parlare delle percentuali pazzesche di Biella, mantenute anche quando abbiamo difeso bene, e di qualche fischio stonato o mancato. La verità è che abbiamo costruito questa squadra sapendo che sarebbe migliorata col sudore quotidiano: un cammino rallentato
dagli infortuni. Si cresce solo allenandosi serenamente e con continuità». Il Pilla rimpiange Slay («Abbiamo concesso molto a rimbalzo»), ha parole dolci per Martinoni e Antonelli («Per me sono due certezze: non in assoluto, perché sono giovani e devono imparare tanto, ma per la qualità del lavoro che stanno facendo. Rispetto ad altri sono ben allenati, e si vede»), difende Childress («Anche stavolta ha fatto il suo, magari senza brillare con una difesa concentrata su di lui»). E chiede tempo: «L’affanno non è dato dai risultati, bensì dal lavoro che non riusciamo a svolgere in settimana. Quando l’infermeria si svuoterà vedrete che faremo il salto di qualità».
e.romano
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