VARESE Il mattone è come un pacchetto di sigarette con un messaggio incorniciato di nero recita così: «Troppo cemento danneggia gravemente la qualità della tua vita e di chi ti sta attorno». Questa l’immagine simbolo scelta da Legambiente per la campagna «Metti un freno al cemento, costruisci natura» che mercoledì pomeriggio toccherà Varese con un convegno organizzato assieme al la condotta varesina di Slow food e intitolato «L’ombra nel bosco e l’insalata nell’orto» (appuntamento alle 17.30 nell’aula magna della scuola media Vidoletti di Masnago con docenti universitari, il segretario di Slow food Italia e l’assessore provinciale Bruno Specchiarelli).Al centro del dibattito la qualità ecologica del territorio messa a repentaglio dal continuo consumo del suolo che in Lombardia, una delle regioni più cementificate d’Europa,
viaggia ormai al ritmo di 140 mila metri quadri di verde (pari a 20 campi da calcio) al giorno. A Varese il consumo procapite di suolo è di 4 metri quadri all’anno per ogni cittadino. «Per questo stiamo raccogliendo le firme per una proposta di legge regionale di iniziativa popolare che riconosca il suolo come bene comune, alla pari di aria ed acqua – spiega Alberto Minazzi, coordinatore provinciale di Legambiente – perché si tratta di una risorsa limitato e non rinnovabile già molto compromessa». Su questo punto insiste anche Slow food «perché affidare il territorio all’agricoltura locale di qualità, e quindi non intensiva significa innanzi tutto preservare il territorio e, di conseguenza, la riscoperta dei sapori locali e la promozione del turismo».
s.bartolini
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