«Ci aspetta una partita complicata, contro una squadra ferita da una sconfitta immeritata, in grado di ambire alle prime otto posizioni del campionato e dotata di qualità».
Stefano Sottili incornicia così la settima gara in campionato del Varese che, alle 15 di oggi, affronta al Franco Ossola la Ternana.
Ma la frase più forte e significativa dell’allenatore biancorosso è arrivata in chiusura della conferenza stampa, quando le sue parole si sono riannodate a tanti esaltanti ricordi del passato che hanno proiettato negli occhi di chi ascoltava le immagini più belle della rincorsa alla Serie B.
Un cammino mozzafiato scandito a ritmo incalzante da Beppe Sannino: maniaco della corsa che trovava lo stato di grazia polverizzando chilometri a piedi nudi, sul perimetro del campo di Masnago.
Il nuovo Varese di Sottili vuole essere come quello di Sannino e lo ha fatto capire proprio il tecnico, dicendo che chi verrà allo stadio oggi troverà «una squadra che non si risparmia, che dà battaglia per novanta minuti e che non molla mai».
Sottili, maniaco di funghi, appassionato di pesca e debuttante in B affamato di successi proprio come lo era Sannino, ha un’unico obiettivo in testa: «Arrivare alla quota salvezza di 50 punti, traguardo che passa da tante partite, come quella con la Ternana, da vincere».
Il Varese non vuole dunque fermarsi e tenterà così di replicare il successo di quattro giorni fa con la Reggina, anche se il compito non è semplice, come fanno capire le parole di Sottili sulla Ternana con cui abbiamo incominciato.
«In questo inizio di stagione – continua l’allenatore – la squadra umbra ha fatto meno bene del previsto, anche se le prestazioni delle ultime tre gare sono state buone. La recente sconfitta con lo Spezia è stata una beffa, visto che anche uscendo col pareggio la Ternana avrebbe avuto da recriminare».
L’impegno è duro e il Varese insegue il migliore approccio all’incontro: «Dobbiamo essere bravi a coltivare l’entusiasmo, evitando che sfoci in superficialità o, peggio, in presunzione. È la terza partita in una settimana e, con tempi di recupero così brevi fra una sfida e l’altra, sono le squadre che hanno fatto meglio e vinto a concedere qualcosa agli avversari. Per questo bisogna tenere alta la concentrazione e avere la giusta tensione per un approccio il più possibile incisivo».
Come si schiererà il Varese: «Ho qualche dubbio sulla formazione e ci sono almeno tre ballottaggi che mi stanno facendo riflettere. Neto Pereira sta meglio ma sente ancora dolore per la botta subita al rene ad Avellino. Se mi dà il via libera questa mattina, gioca, altrimenti tocca a Lupoli». Se il capitano è in forse, mancano lo squalificato Bjelanovic e Blasi, sempre fuori per la pubalgia che gli ha compromesso l’avvio di stagione e rischia di tenerlo fermo ancora a lungo. E gli altri biancorossi? «È ovvio – risponde Sottili – che qualcuno sia un po’ stanco, fisicamente e psicologicamente».
Il tecnico potrebbe far rifiatare Fiamozzi, instancabile sia sul campo dell’Avellino che con la Reggina, o Lazaar, apparso un po’ stanco nella gara di martedì scorso contro i calabresi.
E, forse, Sottili potrebbe decidere di rispolverare Caetano, rivelatosi finora inconsistente: «Ha qualità tecniche grandissime ma deve diventare da Varese, tirando fuori quell’agonismo che serve alla squadra. Se continua a giocare così e non migliora la fase difensiva farà fatica a portare via il posto a Neto, uno dei miei giocatori più intelligenti tatticamente». Oggi Caetano esterno sinistro dovrebbe indossare i panni da operaio.
Varese
© riproduzione riservata













