VARESE Un terzo dei posti auto previsti un anno fa e i relativi finanziamenti deviati altrove: questo il futuro del cantiere di viale Europa, almeno nelle intenzioni attuali dell’amministrazione. Niente multipiano, niente posti auto riservati ai residenti e nemmeno in affitto o in vendita per i privati che ne avessero bisogno. Una rinuncia a 116 dei 176 parcheggi che avrebbe contenuto il multipiano mai costruito a ridosso della collinetta che costeggia il viale che – nonostante l’ingente risparmio per le casse comunali che sta valutando di destinare quei soldi verso altre opere (verosimilmente sempre finalizzate a migliorare la vivibilità con un buon numero di parcheggi in zone critiche) – ha tutto il sapore della vera e propria beffa. Così, mentre la Provincia ha già concluso in tempi record il multipiano di via Trentini e ha in programma di metterne in campo un altro in via Daverio (107 posti), il Comune proverà a rifarsi con il provvidenziale ma già contestato parcheggio di Villa Augusta e la destinazione dei fondi per l’ex progetto di
viale Europa per nuovi posti. Dopo una serie di contestazioni rivolte alla ditta, la bresciana Breme di Pian Camuno, entro il termine fissato del 7 gennaio non è arrivata neanche l’ombra di una risposta. «Era un passaggio obbligatorio per aprire un contenzioso – spiega l’assessore ai lavori pubblici Gladiseo Zagatto – ora può partire tutta la procedura legale. Per quella zona, intanto, abbiamo pensato di tentare un percorso diverso». Ovvero la vendita dell’area dove sorge il cantiere fantasma, posti però alcuni vincoli al futuro acquirente: indipendentemente da cosa deciderà di farci, dovrà prevedere una sessantina di posti auto a rotazione e a disposizione della cittadinanza. Un terzo di quelli inseriti nel progetto fallimentare, appunto. La cosa certa è che la volumetria della nuova costruzione, di qualunque natura sarà, sarà pensata per andare ad ammortizzare i costi. Area commerciale dunque? «Non credo proprio, direi che quella zona si presta poco ad attività di quel tipo; ci aspettiamo qualcosa di diverso ma per ora siamo all’inizio, non ci sono ancora elementi sicuri». Francesca Manfredi
© riproduzione riservata












