Un dramma sotto terraMa è solo un’esercitazione

Un dramma sotto terraMa è solo un’esercitazione

VARESE Quasi due giorni interi nel ventre del Campo dei Fiori per estrarre una persona feritasi in una grotta a centinaia di metri di profondità. Per fortuna si è trattato soltanto di un’esercitazione, organizzata dalla “14ma Zona Speleologica Lombardia” del Soccorso Alpino e Speleologico, un team di esperti soccorritori in grado di addentrarsi nelle viscere della montagna portando soccorso avanzato a eventuali feriti anche nelle condizioni ambientali più ostili. La simulazione d’intervento è andata in scena all’Abisso Schiapparelli, una grotta che dalla cima dell’osservatorio astronomico scende fino a oltre quattrocento metri di profondità. Ad esercitarsi un gruppo di circa sessanta volontari del soccorso speleologico con sede a Dalmine, nel bergamasco. La simulazione di soccorso è consistita nel raggiungere un ipotetico ferito politraumatizzato infortunatosi durante

un’escursione a oltre duecento metri di profondità, stabilizzandolo e portandolo in superficie tramite una speciale barella atraumatica. Un’operazione complessa, che ha richiesto quasi due giorni di lavoro, proprio come avverrebbe nella realtà: «Il nostro è un mondo dove il soccorso è alquanto difficile, se si considera che in alcune grotte si entra a fatica strisciando lungo cunicoli bui e stretti», ha spiegato Roberto Corti, delegato della Lombardia. Insieme ai soccorritori speleo, anche Rino Bregani, medico in servizio al dipartimento di urgenza dell’ospedale Niguarda di Milano: «In questo tipo di soccorso è importantissimo che il personale sanitario sia in grado di raggiungere il paziente e stabilizzarlo come se ci si trovasse su una strada, così come accadrebbe in caso di un qualsiasi incidente stradale».Daniele Pizzi

s.bartolini

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