VARESE Piccoli si nasce ma grandi si diventa. Ci proverà, da qui al prossimo Natale, il «salotto buono» del centro cittadino, un distretto commerciale, economico e di servizi che abbraccia il ring e s’estende fino a Biumo. Con progetti tra loro diversi ma legati dal "fil rouge" di una strategia finalmente comune – importo 1 milione e 503 mila euro – commercianti (Ascom e Confesercenti), amministrazione comunale declinata nei suoi differenti assessorati, associazioni imprenditoriali (Univa, Api, Artigiani e Panificatori), Camera di Commercio e Pro Loco tenteranno di scrostare la polvere dal cuore della città. Con l’obiettivo di renderla più accessibile, bella, sicura e attraente agli occhi (e al portafoglio) di chi ci abita, di tutti coloro che ne siano a un raggio di 30-45 chilometri e dei L’impresa è ambiziosa ma le premesse partono da lontano, dal
dialogo schietto tra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti e da un «educational tour» che ha scarrozzato gli operatori locali nei più avanzati distretti commerciali d’Europa, da Barcellona alla City. «Abbiamo imparato a parlare un’unica lingua» dice il fiduciario dei commercianti di Ascom, Marco Parravicini, tributando merito all’assessore al commercio di Palazzo Estense, Salvatore Giordano, per la capacità di tenere insieme le fila di un discorso avviato dalla stessa Ascom insieme a Confesercenti, determinate a contrastare le sirene dei grandi centri commerciali artificiali con l’appeal della qualità offerta da un inedito «centro commerciale naturale». Che, giocoforza, per rinascere ha bisogno di idee e quattrini per realizzarle. A questo provvederà, per un 50 per cento della quota necessaria, la Regione Lombardia, attraverso il bando sui «Distretti urbani del commercio», cui ha preso parte la città giardino.
La certezza d’avere in tasca l’appoggio del Pirellone non è ancora nero su bianco ma la qualità del progetto e il numero di adesioni fa ben sperare, così come hanno confermato il sindaco Attilio Fontana («questa iniziativa è importante per il commercio ma anche per risolvere alcuni problemi della città»), gli assessori Fabio D’Aula (polizia locale), Gladiseo Zagatto (lavori pubblici), Enrico Angelini (marketing territoriale) e i rappresentanti delle associazioni, da Franco Colombo (Api) alla Pro Loco. Compatti ad evitare la disaffezione da «città dormitorio» e la sindrome da «attesa passiva» per affidare a una «gestione centralizzata» e continuativa la progettualità che dovrà rafforzare gli introiti del centro e delle periferie (in futuro) e, da qui, dell’intera provincia. D’altronde, il materiale c’è: 1523 negozi alimentari, 2733 non alimentari e 2165 tra alberghi e ristoranti sono un patrimonio concreto da valorizzare con nuovi arredi urbani, un sistema di telecamere più esteso ed efficiente, un info point di prossima apertura (primavera) in via Romagnosi, la riqualificazione estetica degli esercizi commerciali, una «fidelity card», il marketing comune, gli eventi collettori di pubblico e la ridefinizione di vecchi comparti industriali.
Sara Bartolini
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