VARESE Garibaldi? A Varese è un ospite “sgradito”. Nonostante il 150esimo anniversario della battaglia di Biumo, uno dei principali teatri delle guerre d’indipendenza italiane, ricorra tra pochi mesi, l’amministrazione non ha alcuna intenzione di celebrare l’evento. Che, in ottica leghista, non rappresenta certo una ricorrenza fausta. Alla richiesta, presentata dal consigliere del Pd Fabrizio Mirabelli di festeggiare in grande stile l’anniversario, i lumbard rispondono picche. A
partire dal sindaco. «Consiglierei all’opposizione di leggere l’ultimo libro dell’avvocato Antonio di Paola e di sua moglie sul caso Ramorino, che parla di quegli anni – dice Fontana – c’è un capitolo dedicato proprio alla figura di Garibaldi, il quale, a Varese, lasciò un ricordo molto poco felice». Secondo il sindaco «quegli anni vanno rivisitati dal punto di vista storico e non c’è niente da festeggiare».
«UNA STORIA DA RILEGGERE»
In ottica leghista, infatti, le guerre tra piemontesi e austriaci non hanno nulla a che fare con il vocabolo indipendenza. Ma presuppongono la fine della libertà e l’annessione delle regioni del Nord sotto il controllo sabaudo e, quindi, dello Stato centrale italiano. Il dominio di “Roma ladrona” nacque così. E Garibaldi ne è l’emblema. Tanto che l’assessore leghista Fabio Binelli propone un modo “alternativo” di festeggiare la ricorrenza. «Anziché rispolverare la statua originale del garibaldino – dice Binelli – togliamo anche la copia che si trova in piazza del Podestà. Di sicuro, non è un simbolo che rappresenta lo spirito dei varesini, un popolo autonomo e fiero della propria libertà. E in provincia di Varese si è reso protagonista di episodi tutt’altro che edificanti. Come prendere in ostaggio il prete di Morazzone. Insomma, non era certo un cuor di leone». La Lega, negli ultimi anni, ha infatti promosso sul territorio, con vari incontri che hanno toccato anche il capoluogo, il libro «Garibaldi: eroe o cialtrone?», scritto da Gilberto Oneto, uno degli studiosi di punta del mondo padano. Ma restando alla ricorrenza di quest’anno, il Carroccio non scherza quando propone la rimozione della statua del garibaldino. «L’unico festeggiamento potrà essere la rimozione dei simboli che celebrano un falso eroe – prosegue Binelli – se l’opposizione andrà avanti a chiedere di spendere soldi pubblici per celebrare una guerra che ha prodotto solo la sofferenza del popolo lombardo, noi chiederemo la rimozione delle statue che celebrano Garibaldi».
POSIZIONE NON ISOLATALa Lega si ritrova isolata, nella maggioranza, su questa posizione. Ma da Forza Italia non arriva la censura che ci si poteva aspettare.La posizione del segretario cittadino azzurro Aldo Colombo è di apertura mentale e confronto: «Dal punto di vista culturale non mi va di contestare Garibaldi
a priori, è un personaggio tra l’etico e il controverso della nostra storia, che va accettato anche se, in alcuni casi, non condiviso. L’importante è non farne un punto di scontro ideologico. Ma, anziché la battaglia diBiumo, preferirei celebrare i dieci anni di piazza Tien An Men».Marco Tavazzi
e.marletta
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