Una crisi da togliere la vita Busto fa l’esame di coscienza

BUSTO ARSIZIO Difficoltà economiche collegate alla crisi (insieme ad alcuni problemi familiari) sarebbero all’origine del tentativo di togliersi la vita da parte di un imprenditore bustocco di 59 anni. Fortunatamente, l’uomo ha desistito dal porre in atto i suoi propositi, ma l’episodio  riporta comunque al centro dell’attenzione il dramma di tante persone e famiglie che, anche nel nostro territorio, si trovano alle prese con problemi economici angoscianti.

«Compito delle istituzioni è quello di stare vicino a queste persone – sottolinea l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Busto, Ivo Azzimonti – Purtroppo il problema del lavoro e della casa è all’ordine del giorno anche da noi. In assessorato il viavai di persone che vengono a chiederci aiuto è continuo».

«Noi cerchiamo di fare quanto è nelle nostre possibilità – prosegue – ma è chiaro che su certi problemi  è difficile intervenire a livello locale. Comunque stiamo valutando nuovi progetti per far fronte a questa emergenza: ad esempio seguiamo con attenzione il bando che il Comune di Novara ha lanciato per sostenere chi si trova in difficoltà dopo aver perso il lavoro. In una situazione così drammatica bisogna fare rete tra le varie realtà del territorio».

Tra le frasi che l’imprenditore bustocco ha pronunciato nelle ore concitate di giovedì pomeriggio c’è anche «Non mi può aiutare nemmeno la Caritas». Ma al centro Caritas di Sant’Edoardo, il quartiere dove l’uomo vive, Carmen Lambiase racconta: «Chi si rivolge a noi, non torna mai a casa a mani vuote. Certo, il nostro aiuto non può essere di tipo economico: non diamo soldi, ma forniamo alimenti e viveri. Quello che possiamo fare, lo facciamo volentieri».

E non sono pochi gli interventi della Caritas, anche in un quartiere storicamente piuttosto agiato come San’Edoardo: «La crisi si fa sentire anche qui – conferma Giovanna Acquani – Ad esempio, abbiamo a disposizione meno vestiti e meno alimenti da dare ai bisognosi. Nell’ultimo anno, sempre più persone si sono rivolte a noi: prevalentemente sono stranieri ma gli italiani non mancano. Senza contare quegli italiani che non passano dalla Caritas solo perchè si vergognano».

Osserva Antonio Ciraci, responsabile Cgil per le zone di Busto, Gallarate e Malpensa: «Il fatto è che la crisi dura ormai da quattro anni, e per di più non si intravede la luce in fondo al tunnel. Questo prolungarsi della recessione sta provocando situazioni di grande sofferenza o depressione che purtroppo, a volte, sfociano in gesti anche estremi».

«La situazione è seria e occorre sostenere chi si trova in difficoltà – aggiunge Ciraci – Gli effetti della crisi colpiscono tutti, imprenditori e lavoratori dipendenti: basti dire che le procedure concorsuali sono triplicate rispetto al periodo pre-crisi, ma anche nei nostri uffici si moltiplicano le vertenze sul recupero crediti».

Francesco Inguscio

s.affolti

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