Una domenica di corsa solidale per il Parkinson

L’appuntamento è ai Giardini Estensi di Varese, domenica alle 9, con la Run for Parkinson’s

Una corsa, anche se può sembrare la cosa più lontana di tutte dalle persone che soffrono di Parkinson, è in realtà proprio ciò che da alcuni anni in tutto il mondo si propone per combattere la malattia. Questo accadrà sabato , anche a Varese con la Run for Parkinson’s iniziativa nata a livello internazionale per uno scopo ben preciso: sommare tutti i chilometri percorsi per accorciare la distanza che separa i parkinsoniani e la ricerca scientifica dalla sconfitta della malattia.

L’appuntamento per tutti è alle ore 9 ai Giardini Estensi per una iniziativa che vede anche la collaborazione dell’Atletica Arcisate e del Comune di Varese.

Qui l’Aspi radunerà malati, familiari, simpatizzati, m anche cittadini per una camminata non competitiva che permetterà di macinare chilometri e di donarli a favore della ricerca. Ma si tratta anche di un appuntamento che accende i riflettori in città sul volontariato che si muove attorno a questa malattia.

Dentro a questo mondo c’è spazio per la logopedia, la ginnastica dolce e la fisioterapia, ma anche per gruppi di auto mutuo aiuto che presto riguarderanno non solo i familiari, ma anche i malati. Perché il Parkinson si combatte in prima persona.

Progetti e traguardi

La Run for Parkinson’s è anche l’occasione per raccogliere fondi e mettere fieno in cascina per sostenere attività e progetti. «Su questo punto – dice la presidente – i nostri soci sono meravigliosi. Penso al libro di poesie e racconti “Libere di Volare” scritto da due nostre socie: hanno messo nero su bianco l’esperienza personale della malattia facendone anche l’occasione per raccogliere fondi».

I progetti? Nel cassetto ce ne sono molti. Alcuni più a portata di mano, altri che devono ancora vedere la luce. «A ottobre – dice la Uslenghi – parteciperemo in rete con altre associazioni e con il Coordinamento varesino del volontariato a un corso di formazione per badanti. L’idea che ci ha fatti mettere attorno ad un tavolo è che ogni malattia ha la sue caratteristiche ed è bene che chi si prende cura del malato possa conoscere i diversi approcci da mettere in atto».

Un traguardo da raggiungere è poi quello dei gruppi di mutuo aiuto per i pazienti: lo scorso anno sono partiti quelli rivolti ai parenti dei malati con la collaborazione di Ama Varese. «I parenti – spiega la Uslenghi – si scambiavano le loro esperienze durante gli appuntamenti di fisioterapia rivolti ai pazienti. Sono stati momenti molto importanti per lo scambio di esperienze e volgiamo riuscire a riproporli anche per i pazienti stessi».

Servono volontari

Un traguardo per il quale invece c’è ancora da lavorare è quello della possibilità di andare a casa dei pazienti che non riescono a raggiungere la sede dell’associazione che a Varese si trova in via Maspero. «Purtroppo per questo – spiega la Uslenghi – avremmo bisogno di un maggior numero di volontari».

Ma come nella corsa, contro il Parkinson si vince allenandosi e non perdendo tempo. Lo ripete più volte la presidente che, con l’esperienza sul campo, può ben dirlo: «occorre che i malati giochino d’anticipo sulla malattia non sottovalutando i primi segnali: è proprio nei primi anni, quando i problemi sono minori, si possono mettere in atto una serie di accorgimenti per migliorare le future condizioni di vita».

Un appello dunque ad uscire allo scoperto e prendere in mano la situazione.n P. Pro.