Una fiumana colorata di persone di tutte le religioni ha invaso villa Mylius, che ieri pomeriggio si è trasformata nel «parco della convivialità». C’erano i luterani, fedeli della chiesa battista e metodista, gli esponenti della parrocchia ortodossa rumena di Varese, i cattolici, i fedeli di Baha’i, buddisti e musulmani. Tutti forti del proprio credo e delle rispettive tradizioni, ma con la voglia di unirsi in un’unica voce. «Abbiamo fatto di voi popoli vari e tribù affinché vi conosceste a vicenda» è il messaggio che ha voluto mandare la comunità musulmana, leggendo un versetto del Corano.
La giornata si è svolta senza problemi. Tra magliette arcobaleno, musica, palloncini, letture. «Abbiamo avuto anche una buona risposta dai passanti che hanno partecipato guardando. Qualcuno si è unito a noi. Qualcun altro ci ha fotografato» racconta , uno dei partecipanti. La marcia della pace interreligiosa è arrivata alla sua quarta edizione. La prima e la seconda si sono svolte intorno al lago di Monate. Lo scorso anno la marcia è approdata a Varese e si è inerpicata sul Sacro Monte. «Ma non era accessibile a tutti, da qui il desiderio di cambiare» spiega che, con l’associazione “I care”, è stato il primo a portare la marcia interreligiosa a Varese. Ieri è stata la prima volta a villa Mylius. Il prossimo anno? Non si sa, perché la meta viene decisa un anno con l’altro, durante un percorso di convivialità che dura 12 mesi e che, appunto, culmina nella marcia interreligiosa. La marcia, infatti, non è un evento fine a se stesso, ma la rappresentazione della strada che le diverse comunità svolgono insieme, imparando a conoscersi e a dialogare tra di loro. Il parco di villa Mylius è stato raggiunto con una camminata che è partita dalla stazione di Varese e che si è snodata nelle vie della città. All’interno del giardino sono state organizzate otto stazioni con momenti di preghiera di tutte le religioni. Alcune comunità hanno creato delle vere e proprie rappresentazioni teatrali. si è messa a disposizione come regista, creando anche delle piccole scenografie. ha composto musica e canzoni. «Solo coltivando legami di solidarietà e sostegno tra esseri umani si può scoprire una ragione più profonda di vivere e andare avanti con senso di missione, con il desiderio di migliorare sempre di più» ha detto la comunità buddista. Alla marcia hanno preso parte anche alcuni profughi. La chiesa battista ha proposto un canto che parlava d, lo scafista che si è convertito diventando pastore evangelico.
Al termine, il gruppo ha consumato una merenda con piatti di tutti i paesi del mondo. C’erano biscotti di pastafrolla, cioccolatini, pane eritreo e una classica crostata italiana casereccia. «L’obiettivo di questa marcia è mandare un messaggio di fratellanza, ma anche divertirci – spiega – Abbiamo voluto trasmettere il senso della convivialità. Ma nello stesso momento abbiamo voluto passare insieme una giornata di spensieratezza». Bene così, in attesa della prossima edizione che forse, a seguito del successo, verrà ripetuta a villa Mylius. Luogo che gli organizzatori hanno definito «tranquillo e adatto a ospitare eventi di questo tipo».













