VARESE Settembre 2000: visita ufficiale di Carlo Azeglio Ciampi a Varese. Marzo 2011: arriva Giorgio Napolitano. La notizia non ha ancora l’ufficialità quirinalizia ma, come si dice in questi casi, è “ufficiosamente sicura”. Se ne parla in città, nelle sedi istituzionali, in prefettura e tra le forze dell’ordine. Una data certa non c’è ma tutti gli indizi sembrano convergere sull’ultima settimana di marzo quando il presidente potrebbe accostare Varese a una visita meneghina. O, in alternativa, a una tappa nelle vicine Como e Novara. Ancora nebulosa anche la “formula” prescelta: il Quirinale potrebbe optare per una visita ufficiale o per una visita “di transito”. Nulla di più trapela sulle tappe del presidente, che ha avviato un tour nazionale in occasione delle celebrazioni per il 150esimo dell’Unità d’Italia. E la culla della Lega (nel 2000 sia Bossi che Maroni furono in prima linea nei saluti al presidente, come testimonia ancora oggi il sito del Quirinale) si farà trovare pronta: «Sicuramente, e sarà una soddisfazione» conferma il sindaco Attilio Fontana, che respinge ogni ipotesi di “richiamo” ai valori dell’Unità in terra di Carroccio: «Credo non ce ne sia bisogno, se ci fosse bisogno di queste cose per ricordare che siamo una nazione unita, vorrebbe dire che siamo messi peggio di come si possa immaginare». Ad accogliere la più alta carica del Paese non ci sarà la bandiera nazionale sulla torre civica, «dove, in tutto il mondo, c’è solo quella della città», ma il Tricolore non mancherà. Tra l’altro lo stesso Fontana è fresco di doppia visita al Colle in qualità di presidente lombardo dell’Anci: «Del presidente ho apprezzato la gradevolezza oltre che l’approfondita conoscenza dei nostri problemi e delle istituzioni,
le domande sempre appropriate». La profonda lucidità e la preparazione. In allerta anche la macchina della sicurezza che sarà imponente, pari a quella dispiegata in occasione del G6 dei ministri dell’Interno. Il coinvolgimento della cittadinanza dipenderà invece dai tempi di permanenza, così come la sempre affascinante cena in prefettura. Con Ciampi ci fu. E fu una giornata molto intensa e impegnativa per Varese.«Una visita così è una visita impegnativa – conferma il presidente della Provincia, Dario Galli – soprattutto in un momento come questo. Dopodiché non ci dispiace, anche perché così potrà notare che qui non ci sono i rifiuti per strada. E ci organizzeremo, anche se Varese il giorno dopo la visita sarà come il giorno prima». Come dire, le spese che verranno eventualmente sostenute non saranno spese «di investimento». Galli, come Fontana, respinge l’assioma del “richiamo” presidenziale: «La ricorrenza c’è, è importante, ma visto l’andamento del Paese – e al di là della politica – vogliamo che diventi un’occasione per un ripensamento critico». No alle celebrazioni «fini a se stesse o alle prosopopee, proporremo concerti (magari di Verdi), mostre e uno o più convegni con storici qualificati che facciano un dibattito serio sugli avvenimenti che non sono come vengono raccontati nelle fiction». Lettura critica perché «la guerra non si fa se non c’è qualcuno contro cui combattere ed è chiaro che non tutti erano d’accordo». «E anche ora – continua – ragionando in termini europei, per i nostri territori quale è oggi la convenienza di appartenere a uno Stato dove subiamo la pressione fiscale, siamo accomunati a comportamenti non nostri, sopportiamo criminalità importata e un carico fiscale sulle imprese che ci mette fuori mercato?».
s.bartolini
© riproduzione riservata












