Urla, frenate e guinzagli a ostacoli Il traffico in pista scatena il caos

Ciclisti, nonni a passeggio, tanti cani e gran viavai: nelle ore di punta il lago è bollente. Il problema è il rispetto delle regole. Ma la legge parla chiaro: vale il codice della strada

– «A destra!». Il pedone fa appena in tempo a voltarsi. Ma l’urlo del ciclista è già partito, con il conseguente rimprovero e magari anche una brusca frenata. Pochi sanno che sulla ciclabile vale il codice della strada. E così una passeggiata sul lago di Varese – specialmente alla domenica, nelle ore di punta – può rivelarsi tutt’altro che rilassante. Genitori, nonni, bambini in triciclo si alternano agli sportivi che devono

migliorare le loro prestazioni, in un disordine generale. I ciclisti invitano a tenere la destra: poco disposti a rallentare la loro andatura, incalzano i pedoni a spostarsi suonando i campanelli o ordinando a voce di farsi da parte. I pedoni procedono uno di fianco all’altro, occupando tutta la pista. Può anche capitare che da una parte ci sia la persona, dall’altra il cane, con il guinzaglio estensibile tirato da parte a parte.

Ne emerge un certo traffico disordinato, con le frenate per schivare i pedoni, i sorpassi a sinistra. I fischi, i rimproveri, le sterzate e i conseguenti pericoli.
«Al mattino presto non si assiste a queste scenate, ma negli orari di punta effettivamente la pista è parecchio trafficata» dice , consigliere comunale che abita a Capolago e che si sta preparando per la maratona di settembre intorno al lago di Varese.
«La pista di Varese è splendida, ce la invidiano tutti. Certo è che bisognerebbe tutti rispettare di più le regole. Per esempio: i cani andrebbero tenuti al guinzaglio e non fatti scorrazzare liberi». Anche i Runner Varese dicono di aver notato che ci sono ciclisti che non rispettano il senso di percorrenza. Mentre i ciclisti, dalla loro, sostengono che sono i runner a non agevolare il passaggio delle due ruote.
Senza contare le incomprensioni. Da una parte ci sono i ciclisti che considerano la pista come un tracciato per allenarsi.
Dall’altra coloro che pensano che la ciclabile sia una sorta di corso Matteotti, dove si procede a zonzo. «Grazie per sollevare questo tema – dice, un podista – Il problema sono i ciclisti che vogliono sempre aver ragione e che ne fanno di ogni».
« E poi ci sono tutti i proprietari dei cani che portano in giro i loro piccoli amici e non raccolgono i loro bisogni. Ci vorrebbe più vigilanza».

La pista, inoltre, è stretta. Cosa che vieta di istituire due sensi di marcia, uno per chi va in un senso e uno per chi va in un altro.
«Il tema non può essere affrontato dai singoli comuni, perché ogni amministrazione è competente solo per un breve tratto della pista» afferma , assessore alla Polizia Locale del comune di Varese.
«La soluzione sarebbe mettere qualche cartello che ricorda quali sono le regole da rispettare – afferma il vice presidente della provincia – Forse, complice la grande affluenza, è bene ricordare una cosa che si dà per scontata: ovvero che la ciclabile è una strada come un’altra e che, di conseguenza, richiede il rispetto del codice stradale». Punti particolarmente pericolosi sono gli incroci. Lì sarebbe opportuno mettere degli stop ben visibili con tanto di cartello e di indicazioni su chi deve avere la precedenza.
Nel frattempo, per evitare spiacevoli litigate o peggio incidenti, il consiglio è quello di tenere la destra, evitare di camminare la centro della pista o di occuparla per intero e non pretendere di fare il record di velocità sulle due ruote: per quello ci sono i velodromi.