Roma, 5 feb. (Apcom) – E’ stato Tony Blair l’ospite d’onore del
National Prayer Breakfast, un evento annuale che si tiene a
Washington DC ogni primo giovedì del mese di febbraio dal 1953.
Nel nome della fede e dell’ecumenismo, l’ex premier britannico ha
battuto così sul tempo l’attuale primo ministro Gordon Brown: è
stato il primo a stringere la mano al presidente statunitense
Barack Obama.
L’ex inquilino di Downing Street, ora inviato per il quartetto
di pace in Medio Oriente (Onu, Ue, Usa e Russia) ha parlato con
passione e trasporto della sua conversione al cattolicesimo,
ufficializzata nel 2007. Davanti ad una platea di leader politici
e figure religiose, Blair ha raccontato l’evento che ha plasmato
la sua vita, avvicinandolo alla fede in Dio. “Avevo 10 anni
quando mio padre ebbe un infarto. La sua vita era in pericolo, ma
mia madre decise di mandarmi a scuola per cercare di trasmettermi
un senso di normalità malgrado la crisi. Lì io pregai insieme al
mio insegnante a cui dissi che mio padre per la verità era ateo.
Lui mi rispose che anche se lui non credeva in Dio, Dio credeva
in lui. Questo – ha concluso Blair – è ciò che mi ha ispirato:
l’amore incondizionato del Signore. Una promessa mantenuta”.
Il presidente statunitense ha accolto Blair con parole affettuose, introducendolo tra l’altro come “il mio buon amico”. Obama anche ha parlato della sua fede; di suo padre nato in una famiglia musulmana ma diventato ateo e della madre, una donna spirituale ma scettica di ogni forma di religione organizzata. “Sono diventato cristiano molti anni dopo, terminato il college. Non
sono stato folgorato, piuttosto ho lavorato mese per mese al fianco dei miei amici della parrocchia che aiutavano i poveri, a prescindere da dove venivano e cosa facevano. E’ stato lungo quelle strade, in quei quartieri che per la prima volta ho sentito la presenza di Dio. Lì ho sentito che ero stato chiamato a un compito più alto”.
Criticato da molte associazioni atee, il National Prayer
Breakfast di stamani ha offerto a Obama l’occasione per
presentare la creazione di un ufficio confessionale nella Casa
Bianca, che sarà incaricato di affrontare tutte le questioni
legate alla religione, senza discriminare tra le diverse fedi e
nel rispetto della separazione tra chiesa e stato.
Bfr
© riproduzione riservata










