Usa-Gb; Brown al Congresso dirà: “Washington colga l’attimo”

Usa-Gb; Brown al Congresso dirà: “Washington colga l’attimo”


Roma, 4 mar. (Apcom)
– “Cogli l’attimo, America”: dirà proprio
così oggi al Congresso statunitense il premier britannico Gordon
Brown, secondo quanto lui stesso ha detto ai quotidiani inglesi.
“Dirò al Congresso: cogliete l’attimo perché tutto il mondo vuole
lavorare con l’America”, l’America di Barack Obama, il presidente
che ieri ha incontrato Brown in una lunga, cordiale
conversazione. Il premier britannico inciterà quindi i
parlamentari statunitensi a evitare la tentazione del
protezionismo nella attuale fase di recessione economica; però
non intende scusarsi per le (eventuali) colpe che avrebbe
accumulato nei nove anni in cui è stato ministro delle Finanze di
Londra.

“C’è sempre bisogno di umiltà” ha detto, ma non si può alimentare
la teoria “che questo è un problema inglese nato da un errore del
governo inglese. E’ successo che in tutto il mondo il sistema
finanziario è andato in tilt e lo capiscono tutti”.

Brown parlerà alle 17 circa ora italiana in un discorso che sarà
forse il più importante della sua carriera politica e con cui
intende rilanciare anche la sua immagine appannatissima in patria
(certi suoi colleghi di governo lo incitano a scusarsi appunto
per far recuperare terreno al partito laburista). Come già ieri
direttamente con Obama, insisterà sulla necessità assoluta che
gli Stati Uniti partecipino attivamente a una strategia globale
anti crisi. “Questo è un momento in cui non possiamo risolvere i
problemi del sistema bancario senza lavorare tutti assieme, un
momento in cui la cooperazione ci porta immensi benefici”.

E Brown ha spiegato, “Vedrete che i membri del Congresso, e non
solo il presidente Obama, vogliono una soluzione a questo
problema e che il metodo della cooperazione si raccomanda da
solo”. Si tratta insomma non solo di convincere il presidente
americano, che ieri ha riservato a Brown accoglienza lusinghiera,
ma soprattutto i repubblicani al Congresso.

Il premier inciterà il Congresso anche a non frenare l’azione
presidenziale a livello internazionale sul cambiamento climatico.
Il discorso viene definito “potente” da quelli che lo hanno
visto, spiega oggi The Guardian. Dirà che il mondo deve agire di
concerto per evitare il rischio che la recessione diventi più
lunga e più profonda e che si trasformi in depressione (parlando
a Londra qualche settimana fa Brown ebbe un lapsus e usò proprio
la parole ‘depressione’). Dirà inoltre che la battaglia contro la
recessione è la sfida di questa generazione, paragonabile alla
lotta contro il fascismo degli anni Quaranta, alla lotta per
sconfiggere le armi nucleari e il comunismo negli anni Cinquanta,
o più recentemente la lotta al terrorismo.

Al di là dei sorrisi e di una conferenza stampa assai informale
e quindi amichevole nello studio Ovale, Obama ieri si è espresso
ieri tramite il portavoce Robert Gibbs, secondo cui è importante
che al prossimo vertice G20 in aprile a Londra si stabilisca un
“codice della strada” per bloccare future crisi finanziarie.
Dunque gli Stati Uniti sarebbero pronti a investirsi anche in
ambito internazionale oltre ai pacchetti di stimolo per
l’economia interna.

Sulla sua capacità di convincere tutto l’arco politico
statunitense Brown si gioca molto del suo prestigio e delle sue
speranze politiche, di fronte ai sondaggi che lo vedono
tragicamente indietro rispetto ai Tories guidati da David
Cameron. E la Casa Bianca pare disposta a dargli una mano. L’ex
ministro delle Finanze sarà solo il quinto capo del governo di
Londra a parlare al Campidoglio di fronte alle Camere riunite;
segue le orme di Winston Churchill, Clement Attlee, Margaret
Thatcher e Tony Blair.

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