VARESE Sarà un anno buono. La pira del falò di Sant’Antonio ha preso subito fuoco e le fiamme hanno puntato verso il cielo in segno di buon augurio. “Si tratta di un buon auspicio – ha detto il sindaco Attilio Fontana – Dal calore del fuoco dobbiamo prendere una ulteriore forza per superare i momenti difficili che ci aspettano e che i cittadini di Varese sapranno affrontare con determinazione”.
Il fuoco, da tradizione, è stato acceso alla conclusione della processione con la statua del santo, a cui partecipano autorità civili e religiose, nonché la famiglia Bosina e i Monelli della Motta al completo. Angelo Monti, lo storico presidente dei Monelli, è stato accolto con uno scroscio di applausi. Immancabile il saluto al primo nato dell’anno, che si chiama Tobia Martignoni. Poi il neo presidente dei Monelli Giuseppe Redaelli ha letto ad alta voce il testo del bigliettino dei Monelli che rappresenta idealmente il desiderio di tutta la città. Questo il contenuto del messaggio: “Che l’energia del fuoco contagi la città e ci dia la forza di tirar fuori il nostro meglio e per aiutare gli altri”. Poi tutti con il naso all’insù, in un mormorio di meraviglia generale, per vedere il fuoco crescere e invadere la piazza con la sua luce e il suo calore. “Per un attimo le fiamme sembravano dirigersi verso la città, cosa che avrebbe rappresentato un segnale infausto – ha spiegato Robertino Ghiringhelli, storico conoscitore della tradizione – Certo, se il fuoco fosse andato verso i giardini il presagio sarebbe stato ottimo, ma il modo con cui ha preso fuoco la pira rappresenta comunque un buon segnale”. Intorno alle 22 in piazza Motta è arrivato anche il ministro Umberto Bossi che non manca mai a questa tradizione bosina.
e.marletta
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