Varese, Bressan e la paperissima «Ho calciato sicuro, colpa del campo»

Varese, Bressan e la paperissima «Ho calciato sicuro, colpa del campo»

VARESE La papera di Walter Bressan diventerà un cult: e, visto che a Nocera poi è andata bene, lascerà giusto un’innocua scia d’ilarità. Niente a che vedere con la presa difettosa anti Cittadella. Lo stesso portiere ci ride su.

Bressan, si è rivisto su YouTube?
No, non l’hanno ancora messa, ma arriverà: è talmente buffa che merita. Sono pronto a rivedermi, è tutto già alle spalle. Per fortuna abbiamo vinto lo stesso.

Mai successa una cosa così?
Mai: anzi, passo per un portiere bravo coi piedi. Infatti mi sento sempre molto sicuro, e i compagni si fidano. Era così anche sabato: colpa del campo brutto.

Riavvolgiamo il film dell’azione.
Troest me la passa piano, la aspetto con l’intenzione di stoppare e guardarmi attorno con calma prima di rigiocarla. Con la coda dell’occhio vedo che l’attaccante accenna uno scattino e cambio idea. La palla comincia a rimbalzare male, però mi dico che perderà velocità quindi sarà addomesticabile. Calcio come mille altre volte e… prendo l’aria: è anche sfiga, perché di solito finisce sulla caviglia, sullo stinco, invece qui sfila via.

E comincia a preoccuparsi.
Ho visto la traiettoria: angolino pieno. Speravo trovasse un altro gibollo e rimbalzasse ancora male, invece niente. Momento duretto, eh.

Chi l’ha consolata?
Terlizzi. È venuto lì, mi ha messo la mano sulla spalla e ha sussurrato una cosa tipo: non è successo niente, andiamo avanti. Ho apprezzato: io e Christian ci parliamo tanto in partita, le poche volte che sbaglia lui lo sprono io.

Poi la rimonta.
Per fortuna mia, e bravura loro, i compagni hanno messo le cose a posto. Però non è che nel primo tempo avessimo fatto male: eravamo superiori, solo poco incisivi.

C’è la prescrizione istantanea per i delatori: cos’ha urlato Maran nell’intervallo?
Un bel cazziatone. Si è fatto sentire parecchio, nel modo giusto: ha detto che potevamo fare molto di più e che, se fossimo stati più larghi allungando la loro difesa, avremmo vinto la partita. Un allenatore che parla così sullo 0-2 qualcosa ti trasmette: si è visto nella ripresa.

La chiave?
Il gol-lampo di Martinetti. Ha cambiato l’inerzia psicologica: lì abbiamo cominciato a sfruttare i loro difetti. E abbiamo capito che si poteva fare.

Vi hanno aiutati le ansie della Nocerina?
Dover vincere a ogni costo con un pubblico che ti aspetta al varco è difficile. Comunque i loro demeriti sono senz’altro più piccoli dei nostri meriti.

Perché fate più punti in trasferta?
Perché ci piacciono gli spazi e ci esprimiamo bene con chi ci lascia giocare. In casa succede di rado: non a caso la nostra gara più bella è stata col Padova. A Masnago bisogna migliorare, è qui che ci si salva.

La classifica è bella.
E potevamo avere qualche punto in più: li abbiamo lasciati per strada all’inizio. Se continuiamo così prima ci salviamo, poi ci possiamo divertire.

Che effetto fa stare davanti alla Samp?
Sarebbe bello arrivare a Marassi, all’Epifania, ancora attaccati a loro. Ma guai illudersi di essere a quel livello.

Sabato c’è il Brescia.
Non sta andando bene però è forte, giovane, tecnico. Quindi lascia giocare.

Stefano Affolti

s.affolti

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