di Luca IelminiDaniele Martinetti – un ragazzo da quattro gol in una sola partita (è successo il 18 dicembre 2010 in Sassuolo-Frosinone 5-3) – è un giocatore del Varese. Arriva proprio dal Sassuolo, dove ha segnato 22 gol in due stagioni e mezza. Il meglio due anni fa: dodici volte in gol, tra campionato e playoff. La scorsa stagione, meno brillante, sette volte a segno in 31 apparizioni. Nel complesso, tra militanza nel club modenese e nell’Arezzo, in serie B è andato in gol 36 volte. In carriera, comprese le annate vissute in C1 con Sora, Prato e Novara, ha segnato 69 reti. Nella stagione 2006/2007, l’anno in cui la Juve era costretta in cadetteria in coda a Calciopoli, si è tolto la soddisfazione di realizzare due gol alla Signora con la maglia
dell’Arezzo.Romano classe ’81, alto 1 e 83, Martinetti non ha la struttura fisica di De Luca o di Cellini. Al tempo stesso, non ha la verve agonistica che anima Eusepi. È cioè un tipo di attaccante che per caratteristiche manca allo scacchiere di punte di ruolo a disposizione di mister Carbone. Vistolo all’opera in questi anni, Martinetti è quello che si definisce un attaccante completo. Predilige l’area di rigore, dove fa valere le sue doti atletiche, ma segna più o meno in tutti i modi (rigori e punizioni comprese). Destrorso, non disdegna il sinistro e si disimpegna bene anche nel gioco aereo. Dato il modulo di mister Carbone, il ruolo di unica punta centrale è il ruolo naturale. Forse Martinetti ha caratteristiche atipiche per quella specifica posizione, ma ha conoscenze ed esperienza per adattarvisi.
a.confalonieri
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