Varese, gli stipendi d’oro dei dirigenti comunali

Varese, gli stipendi d’oro  dei dirigenti comunali

VARESE La riforma Brunetta, nel 2009, ha imposto quella che è stata definita “l’operazione trasparenza”: il reddito annuo lordo dei dirigenti, deve essere a disposizione dei cittadini, comodamente consultabile su internet. E Palazzo Estense non fa eccezione, ma con una particolarità da non sottovalutare: in rapporto agli abitanti, è il comune della Lombardia in cui i dirigenti costano meno ai cittadini, “solo” un milione e quattrocentomila euro l’anno.

Tutti gli stipendi sono visibili in una tabella, scaricabile dal sito del Comune in pdf, alla voce «trasparenza, valutazione e merito». I dati più recenti sono quelli riguardanti i redditi del 2009. Il quadro reso pubblico è completo e questo fa onore agli interessati perché in altri comuni capoluogo sono stati registrati ritardi quando non palesi omissioni nella pubblicazione. Che, nello spirito del legislatore, ha in fondo il solo scopo di informare sì i cittadini ma allo stesso tempo di dare garanzie ai diretti interessati mettendoli al riparo da luoghi comuni, oggettivamente un po’ vecchi, sui ranghi più elevati della burocrazia comunale.

Il dirigente più ricco, per quell’anno, è stato Carlo Passera, della segreteria generale e affari generali, rimasto in servizio fino al novembre di quell’anno. Il suo stipendio lordo annuo supera i centocinquantacinquemila euro. Il secondo, Daniele Michieletto, dirigente alle risorse umane, è staccato di cinquantamila euro, con una retribuzione annua di “solo” centocinquemila euro.

I due dirigenti più “poveri” (le virgolette sono d’obbligo), sono i due legati alla polizia locale: il comandante Gianni Degaudenz, con i suoi 84.590,65 euro, supera di solo duemila euro l’anno il dirigente amministrativo della polizia locale, Antonino Lotito, con i suoi 82.327,74 euro. La sicurezza, quindi, pur essendo al centro dell’attenzione, non è il reparto meglio retribuito, almeno per quanto riguarda i suoi dirigenti. Poco più valutata la cultura: il dirigente dei servizi culturali, Andrea Campane, non arriva agli ottantanovemila euro. Gli stipendi degli altri sono tutti tra i novantatremila e i novantanovemila euro lordi annui: cifre di tutto rispetto, sicuramente molto superiori agli stipendi dei semplici impiegati, che portano a casa una media di millecinquecento euro al mese.

Gli alti stipendi dei dirigenti, però, devono compensare le grandi responsabilità: in mano a loro, di fatto, sta sia la vita quotidiana che il futuro della città. Le loro scelte, anche se indirizzate dalla parte politica della macchina comunale, sono quelle che determinano la vita dei cittadini, il loro rapporto con il territorio e con l’amministrazione. E se un dirigente sbaglia, non solo ne risponde personalmente, ma addirittura rischia il licenziamento. Per questo, molti di loro fanno un’assicurazione a parte che, però, risponde solo in casi ben determinati. Ma a Varese, questa responsabilità, ai cittadini costa comunque meno che in altre città.

f.tonghini

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