VARESE Ancora una svolta in centro storico: arriva Gucci. E intanto, tra attività che aprono e altre (in genere di più) che chiudono, diversi locali rimangono vuoti. Al loro posto nessuno riapre e il centro rischia di spopolarsi a favore dei centri commerciali. Nelle laterali di corso Matteotti da tempo è in corso la moria, che ora si sta estendendo alla via principale dello shopping. Una vetrina importante come quella che si affaccia su piazza Podestà, per esempio, è vuota da mesi. Da quando i parrucchieri Dorsi hanno deciso di spostarsi, nessuno ha ancora occupato quello spazio. Stessa sorte per il negozio di abbigliamento per bambini a pochi metri di distanza. In via Ferretti i pannelli oscurano l’interno del locale che prima vestiva i bimbi residenti in città. Sempre percorrendo la laterale di corso Matteotti, cento metri più in giù, c’è ancora l’insegna del vecchio alimentari Mari ma le saracinesche sono abbassate. Si tratta del negozio che fino all’anno scorso vendeva ancora le caramelle sfuse, per intenderci.Sulla via principale dello shopping di locali vuoti ce ne sono un paio: quelli della macelleria Carlo Turati, che ha chiuso sabato scorso, e quell di Unicredit banca, sulle cui vetrine si annuncia l’apertura di una nuova filiale decentrata. Bisogna considerare, però, che nei primi sei mesi di quest’anno, in centro hanno aperto e chiuso molte attività. La via San Martino ad esempio ha cambiato quasi completamente identità. A parte i soliti quattro o cinque negozi che resistono da anni, gli altri sono tutti nuovi. Per lo più negozi di abbigliamento e accessori che si sono avvicendati
negli ultimi mesi. Anche uscendo un po’ dal «centro storico», la situazione non cambia le vetrine ad angolo tra corso Moro e via Volta, per esempio, sono ancora vuote. Il negozio specializzato nella vendita di camicie ha tirato giù la saracinesca e al suo posto ci sono solo scaffali vuoti in bella vista. Insomma il raggio d’azione dello shopping si sta progressivamente restringendo e la colpa è della crisi economica che ha spostato il bacino di concentrazione. «L’utenza ha progressivamente cambiato le zone in cui ancora riesce a fare acquisti a prezzi sostenibili – spiega Alessandro Milani, presidente dell’associazione dei commercianti del centro storico – Si prediligono i centri commerciali e i negozi del corso stanno pian piano morendo. C’è anche da dire che noi commercianti del centro abbiamo seguito un’onda degli anni Ottanta che sembrava una tendenza che potesse durare in eterno. Ci siamo assunti oneri pensando di poterli affrontare all’infinito. Oggi, invece, non riusciamo più a far fronte alle spese del personale, di gestione e alle tasse.». Contemporaneamente, però, in città arrivano i big dell’alta moda. Gucci ha aperto sabato in via Cairoli, a pochi passi da Hermes. «Può sembrare una contraddizione ma in realtà Gucci ha una prospettiva di mercato più lunga rispetto ai piccoli imprenditori – aggiunge Milani – Il contesto in cui ci troviamo è favorevole solo ai più forti che possono permettersi di seminare adesso e attendere l’inversione di tendenza del mercato per beneficiarne. I piccoli, invece, hanno esigenze di guadagno veloci, una semina e una raccolta quasi contemporanei che adesso non sono più possibili».Valentina Fumagalli
s.bartolini
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