VARESE (f. man.) Continua l’occupazione della Induplas. Gli ex lavoratori dello stabilimento di via Cà Bassa non mollano e neanche la notte passata al gelo, in tenda, nel giardino dell’azienda è servita a farli desistere. L’obiettivo è troppo importante: recuperare le cinque mensilità mai retribuite.
«Ci fermeremo solo quando qualcuno della Petzetakis si farà vedere – spiegano – Vogliamo che qualcuno si degni di venire qui e spiegarci come stanno andando davvero le cose». Nessuno fino ad ora ha mai parlato con i lavoratori. Da quando i dirigenti varesini sono stati liquidati dalla multinazionale greca, a cui la Induplas fa capo, i lavoratori hanno parlato solo con un sito internet. Online si legge che un nuovo investitore potrebbe ritirare la società, ma si sa solo che è una società con sede legale nelle Isole Vergini. Sempre su internet si possono trovare le notizie pubblicate dai giornali di Atene, sulla situazione della Petzetakis. Citano i lavoratori varesini senza stipendio, l’incontro con il nostro ministro dell’Interno e la preoccupazione per gli altri 800 lavoratori greci che versano nella stessa condizione. «L’unica differenza è che noi italiani stiamo regalando dei soldi alla Grecia perché si riprenda dalla crisi economica – protestano – e loro ci lasciano morire di fame. Ogni italiano, volente o nolente, verserà circa 86 euro per formare il gruzzoletto che il nostro Governo ha deciso di finanziare». La Petzetakis è la più grande multi nazionale ateniese ed è normale che la stampa locale segua le sue mosse. «Dai quotidiani greci sappiamo che l’azienda ha sbagliato fin dall’inizio, che se avesse investito 7 milioni di euro a luglio, ora non saremmo in questa situazione. Adesso probabilmente passerà di proprietà e a quel punto non sapremo neanche come si chiameranno i nostri interlocutori».
La multinazionale ha chiesto ai lavoratori di pazientare fino alla fine del mese, poi avranno i loro stipendi, ma è una promessa che suona come una presa in giro e nessuno dei 60 ex dipendenti ci crede più. «Da qui non ci muoviamo, costi quel che costi». Potrebbero rimanerci molto al freddo fuori dall’azienda. Almeno fino a lunedì quando si saprà se il titolo della Petzetakis sarà sbloccato in borsa. In quel caso sarebbe un segnale positivo.
e.marletta
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