VARESE Denis Catic chiede giustizia su Facebook. A pochi giorni dalla prima udienza per l’omicidio del fratello, il diciassettenne croato assassinato il 21 aprile dello scorso anno, Denis Catic richiama amici e parenti a raccolta fuori dal tribunale di Varese per chiedere giustizia e nessuno sconto per i due giovani accusati del brutale omicidio. Jacopo Merani, indicato come l’autore materiale del delitto, quello che ha infierito più volte sul corpo di Dean (con pugni, coltello e addirittura un piccone) fino a provocarne la morte dopo una terribile agonia e sofferenze prolungate. E Andrea Bacchetta che, accusato di essere complice nell’omicidio, finora ha sempre negato il proprio coinvolgimento.
I ragazzi compariranno giovedì davanti al giudice e dovranno rispondere delle imputazioni di concorso in omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, dalla ferocia e dai futili motivi, occultamento di cadavere, porto d’armi, spaccio e calunnia. Verrà anche illustrata la perizia, redatta dallo psichiatra Ambrogio Pennati incaricato dal giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Fazio, che ha giudicato Jacopo Merani incapace di intendere e di volere al momento dell’aggressione al giovane Dean. Una seminfermità mentale che se fosse riconosciuta in sede di dibattimento e accolta da parte del giudice, varrebbe un cospicuo sconto di pena per un reato, omicidio volontario, per il quale il pm Agostino Abate contesta le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, oltre allo spaccio di sostanze stupefacenti. Difeso dagli avvocati Fabio Margarini e Anna Lago, Bacchetta non è stato, invece, sottoposto ad alcuna perizia, ma ha chiesto di accedere al rito abbreviato. Ad aspettare i due ragazzi fuori dal tribunale ci saranno i familiari e gli amici della vittima. «Vogliamo chiedere giustizia per Dean, così faremo vedere che non ci siamo dimenticati di lui – ha scritto il fratello sulla bacheca della comunity – E urleremo “ergastolo x quei due”». Ha convocato a raccolta tutti gli amici e preparato delle magliette con la foto del fratello, che indosseranno giovedì. «L’appuntamento è per le 9.30 fuori dal tribunale di Varese – spiega la mamma, la signora Ana Catic – E lì rimarremo. Non assisteremo all’udienza, io non ce la farei a guardarli in faccia. Spero soltanto che il giudice prenda la giusta decisione e li condanni al carcere a vita». Non esistono perizie o sconti di pena per una mamma cui è stato strappato il figlio in un modo così brutale.
«Io penso che quei due ragazzi non si meritino la libertà, a maggior ragione se uno psichiatra li ha definiti pazzi. Sono pericolosi. Quello che hanno fatto a mio figlio è di una crudeltà inimmaginabile e c’è il rischio che si ripetano. La giustizia italiana non può permettere che escano dal carcere e spero che il giudice trovi il modo di farceli restare in eterno».
Valentina Fumagalli
e.marletta
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