di Andrea ConfalonieriAndiamo controcorrente rispetto a chi, magari , starà pensando che Martinetti non è Bogdani, né Tiribocchi, né Mastronunzio. Ovvio, ma nel primo caso il Varese è una scala per risalire mentre per gli altri è una discesa. Andiamo oltre l’apparenza e il conformismo: quella di Martinetti ci sembra una scelta giusta, ragionata, realistica. Le altre erano più facili: bastava spalancare il portafogli e svenarsi, rischiando di restare in mutande per il portiere e per un’altra punta. Ma anche, forse, più rischiose perché in un gruppo che – lo si è visto a Bari – fa della rivincita (dalle facili bocciature e dai risolini ironici) la sua luce, una star può anche fare ombra. Noi stiamo con Martinetti e con chi l’ha scelto anche perché non dimentichiamo un parere di Ricky Sogliano al figlio Luca, che aveva già nel mirino l’attaccante del Sassuolo, prima che terminasse il mercato di gennaio: «Deve rilanciarsi, è completo e piccolino ma segna anche di testa e su punizione. E’ da Varese. Io lo prenderei facendo scambio con Cellini». Se si lascia alle spalle i problemi fisici, Martinetti è l’uomo giusto. Se poi arrivasse anche Budan (tra tutti i grossi nomi circolati ci sembra il più alla portata e il
più motivato), alla salvezza potremmo arrivarci in carrozza. Altrimenti, la guerra sarà lunga. A cominciare da stasera: il Crotone può far male più del Bari. Perché più rodato, quadrato ed esperto, oltre che ben allenato. Là davanti, rispetto agli avversari dell’esordio, c’è Djuric che non farà il solletico. Decisivo Zecchin: può mettere De Luca davanti alla porta prima che sia troppo tardi. Decisivo il fuoco che dovrà unire la linea difensiva: Camisa, Figliomeni, Camisa e Moreau continuino a ricordarsi di chi li ha bollati come inadatti. Decisivo il pubblico: se al primo errore fischierà questa creatura in fasce, rovinerà tutto con le sue mani. Guardate Pucino, pensate a De Luca: hanno vent’anni e dei tuoi figli, a quell’età, devi fidarti se vuoi che diventino grandi.Chiudiamo con una cosa molto più scandalosa dei luoghi comuni sui calciatori viziati, che meriterebbe – quella sì – lo sciopero: posizionare gli ultimi due giorni del mercato mentre le squadre vanno in campo è incivile. Per esempio il Varese, se vuole vendere Cellini ed Eusepi, è costretto a metterli fuori rosa e stasera in panchina non avrà nessun attaccante (o il solo Momenté, per onor di firma visto che non è pronto): mancano umanità e intelligenza, ecco perché il calcio italiano muore.
a.confalonieri
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