Varese resiste un tempo poi Siena la travolge

Varese resiste un tempo poi Siena la travolge

SIENA Diventa anche difficile parlare di una sconfitta così: annunciata, inevitabile, scontata. Davvero non c’erano possibilità di immaginarsi un finale diverso. Varese era al cospetto della squadra che vincerà il campionato (in finale contro Cantù, sono mesi che lo scriviamo), e si è presentata a un appuntamento che sarebbe stato proibitivo anche in condizioni normali piena di problemi e di cerotti. Teemu Rannikko è stato lasciato a casa a curare la sua contrattura in compagnia di Jobey Thomas, che tra un paio di giorni dirà se il periodo di riposo è servito e se si potrà ancora contare su di lui. A Siena ci sono andati gli altri, con l’obbligo morale di salvare la faccia. E allora, diciamolo subito: Varese, la faccia l’ha salvata. Resistendo eroicamente finché ha potuto, mettendo in campo la leggerezza di chi non ha nulla da perdere, provando a immolarsi di fronte a una squadra più forte, più lunga, più esperta, più tutto. Varese ci ha provato in un primo quarto generoso, nel quale si è fatta trascinare da un Kangur in serata felice (4 su 4 da tre nei primi dieci minuti, 5 su

7 alla fine), chiuso addirittura in vantaggio 16 a 21. Resistenza eroica anche nel secondo periodo, quando la Cimberio prova addirittura a scappare via (20-28 dopo qualche minuto grazie all’unica fiammata della serata di Ryan) prima di tornare con i piedi per terra. Siena prima rimette a posto le cose (Zisis ispiratissimo) e riesce ad andare all’intervallo con il muso davanti (42-39), poi mette la freccia e scappa via. Nel terzo periodo gli uomini di Pianigiani stringono le maglie della difesa e si mettono a ringhiare come sanno: Varese è costretta ad alzare bandiera bianca. Prima Stonerook, poi David Moss seguiti da Kaukenas menano le danze e chiudono la pratica senza troppa fatica: prima 52 a 41, poi in un baleno il vantaggio si dilata ancora e arriva al 61 a 48 con cui si chiude il quarto (e la partita). Gli ultimi dieci minuti sono fatti di pura accademia: inizialmente Varese prova a rifiutarsi con qualche numero di Slay (mai in partita, troppo impegnato a far falli e a commettere tre secondi), poi Pianigiani può sedersi tranquillo sulla sua panchina. Per Varese è la nona sconfitta nelle ultime dieci partite.Francesco Caielli

e.romano

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