VARESE Addio al polietilene. Dal primo gennaio per i supermercati scatta il divieto di acquistare i sacchetti a cui storicamente siamo abituati. Soltanto nei punti vendita nel perimetro comunale di Varese, grazie ai sacchetti biodegradabili o alle borse riutilizzabili, si risparmieranno circa 14 milioni di sacchetti di plastica all’anno per un totale di 144 mila chili di polietilene. Certo, non senza qualche malumore da parte dei clienti che al primo approccio inevitabilmente storcono il naso. Passata un’istintiva simpatia per i nuovi arrivati, che al tatto sono più morbidi e vellutati, puntualmente cominciamo a gradirli di meno quando provano a riempirli: quelli di Mater B (derivano dal mais) che sono più simili alla plastica tengono molto meno e rischiano di spaccarsi, mentre quelli di carta sono più resistenti se restano perfettamente asciutti, mentre se fuori piove o se ci si mette qualcosa di umido succede un disastro. Pienamente soddisfatti della scelta sono però i varesini dei supermercati Tigros. Non solo hanno accolto di buon grado la legge nazionale (che, si ricorda, recepisce una direttiva europea) ma l’hanno voluta addirittura anticipare. «I sacchetti bio da noi si trovano dallo scorso 1° settembre – spiega Stefano Trentini – ed entro ottobre siamo arrivati a sostituire completamente il polietilene. Ci sono volute solo un paio di settimane inizialmente per smaltire la giacenza rimasta nei punti vendita». Una scelta precisa, quella della catena varesina, che ha offerto tre alternative
ai vecchi sacchetti: il mater b, che è andato per la maggiore (quasi il 90% del totale), il sacchetto di carta, al quale però gli italiani sono poco abituati, e la borsa di cotone, che costa 2 euro ma si riutilizza. Per quanto riguarda i primi due il costo di produzione è superiore così come quello finale per i clienti che passa da 5 a 10 centesimi, mentre nel secondo caso alla lunga si spende anche meno, ma c’è lo svantaggio di doversi portare la borsa da casa. «La clientela ha fatto fatica nella fase iniziale – confermano – ma è tutto un problema di abitudine. Era un cambiamento che prima o poi andava fatto: ogni mese dai nostri supermercati escono 7-800 mila sacchetti». E’ stato calcolato inoltre che una famiglia del varesotto, in media, utilizza 400 sacchetti ogni anno; anche per questo una delle soluzioni su cui i Tigros hanno più spinto è quella della borsa riutilizzabile. Gli altri supermercati intanto si preparano a partire anche se con decisamente meno entusiasmo; in un modo o nell’altro comunque si sono dati tutti da fare per mitigare il malumore della clientela. Esselunga, che ha deciso di non rilasciare alcun tipo di commento sul provvedimento, ha messo a punto ben 12 tipi di sacchetti diversi: 10 sono borse riutilizzabili, di cotone, yuta, tessuto, che si aggiungono ai sacchetti biodegradabili e a quelli di carta. Francesca Manfredi
s.bartolini
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