VARESE Vernice nera su una targa commemorativa: un atto vandalico che prende un altro significato se si tratta della targa posta all’interno del «Giardino dei Giusti» di viale Aguggiari, dedicata a Giorgio Perlasca, “Giusto tra le Nazioni”. Il sindaco Attilio Fontana si dichiara «estremamente dispiaciuto» per questo atto vandalico, di cui ha avuto notizia già nella mattinata di domenica. Secondo il primo cittadino, questa è «la dimostrazione di
una società che sta perdendo i valori di riferimento. Gli autori potrebbero essere dei pazzi antisemiti – dice ancora il sindaco – ma potrebbe anche trattarsi di una semplice ragazzata: in ogni caso, è la dimostrazione del degrado morale della nostra società, ed è triste vedere come anche a Varese si verifichino episodi simili». La targa è stata posta dal Comune: «La ripuliremo il prima possibile», assicura Fontana.
Una targa dedicata a un eroe che non amava definirsi tale. Durante la seconda guerra mondiale, Giorgio Perlasca rimase bloccato a Budapest dall’occupazione sovietica. Si fece passare per console di Spagna, uno stato fascista come l’Ungheria di quegli anni, ma neutrale. Da questa posizione, Perlasca si mosse sul filo del rasoio della diplomazia, salvando la vita a migliaia di ebrei ungheresi. Tornato in Italia, non raccontò nulla, e la storia emerse decenni dopo, per la tenacia di alcune delle persone da lui salvate.
La circoscrizione 3 aveva deciso di dedicare il “Giardino dei Giusti” di Varese a questo comasco dichiarato “Giusto tra le Nazioni” dallo Stato di Israele, e lo scorso giugno era stata apposta la targa con la scritta tratta dal Talmud “chi salva una vita salva il
mondo intero”. Ma domenica mattina, ecco la sorpresa: la targa di Perlasca imbrattata con della vernice spray nera. «Spero si tratti di una ragazzata – commenta il parroco della Kolbe, don Walter Zatta – ma in ogni caso si tratta di un gesto che rivela un’ignoranza abissale».
Nella serata di sabato c’era stato un concerto gospel nella vicina centrale dei vigili del fuoco, eppure nessuno si è accorto di nulla, racconta don Walter «ed è strano, perché il parco resta ben illuminato di sera». Non è la prima volta che accadono episodi di vandalismo in quella zona, dice ancora il parroco, ma non è il caso, secondo lui, di gridare all’emergenza. «Sono avvenimenti assolutamente disdicevoli, ma non per questo bisogna farne un dramma: il parco non è un punto di ritrovo fisso di compagnie “poco raccomandabili”, resta una realtà piacevole del nostro quartiere».
Chiara Frangi
f.tonghini
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