Varese vuole il divieto al velo Ma sui kebab è “avanti tutta”

Varese vuole il divieto al velo
Ma sui kebab è “avanti tutta”

Varese vuole vietare il burqa in strada. Proprio come è avvenuto settimana scorsa in Canton Ticino.

L’iniziativa parte dal consigliere comunale del forzista e consiste in un documento che chiederà alla giunta di emanare un’ordinanza, o studiare un regolamento, «che vada a rafforzare quello che già prevede la legge nazionale: ovvero che nessun cittadino può circolare a viso coperto in luoghi pubblici».

Galparoli ieri mattina si è attivato, nella segreteria del consiglio comunale, per predisporre il testo del documento, che sarà portato al voto del consiglio.

«Stiamo ancora verificando come presentare la proposta in questione, se sotto forma di mozione o di raccomandazione alla giunta. Il concetto è chiaro, e consiste nell’obbligo di non occultare il proprio viso, salvo giustificati motivi, quando si è in pubblico. Mozioni simili sono state adottate anche da altre amministrazioni, tra le quali quella di Sesto San Giovanni.

E se la maggioranza voterà compatta questa iniziativa, di contro nel redigendo Pgt non c’è traccia di clausole per limitare l’apertura di negozi etnici.

Una delle storiche battaglie della Lega Nord, quella di creare impedimenti all’apertura di attività commerciali di prodotti stranieri, soprattutto nei centri storici, non sarà nel Pgt.

«Sarebbe in antitesi alla filosofia di liberalizzazione delle aperture, che è contenuta nel Pgt – spiega Binelli – in altre realtà è stata messa una norma di questo tipo. Ma non mi vede favorevole. E poi, se devo essere sincero, a livello personale sono più infastidito dalla presenza di attività come sale da gioco piuttosto che un locale che vende kebab». E questo, detto da un leghista, tra l’altro tra i meno teneri su temi come l’immigrazione, è interessante. Di fatto, a Varese, nessuna limitazione ai negozi etnici.

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