VARESE La notizia è di quelle che toglie il fiato. Se ne è parlato tante volte. Ora sembra arrivato il momento di passare all’azione. Con la manovra fiscale anti crisi scompariranno tutti i comuni sotto i mille abitanti. L’annuncio, ancora privo di dettagli, è stato fatto ieri sera da Gianni Alemanno, che ha spiegato come per circa 1500 comuni italiani verrà reo obbligatorio l’accorpamento in base ai criteri previsti dalla manovra. In provincia di Varese sono 22 i comuni a rischio, da Galliate Lombardo a Duno.
Le reazioni dei sindaci non sono per nulla tenere: «Salvo approfondire meglio la questione, per me la prima reazione a questa notizia è assolutamente negativa – ha detto Romano Miotti, il sindaco di Vizzola Ticino (586 abitanti) -. Bisogna capire con chi e come vorranno accorparci, in base a quale criterio. Il nostro comune funziona bene, garantisce ottimi servizi ai cittadini. Se questo è il taglio ai costi della politica che Dio ce ne scampi. Io costo allo stato 44 euro al mese, i miei assessori 80. Mi sembra una barzelletta».
Ha un diavolo per capello Massimo Nicora, sindaco di Cazzago Brabbia (820 abitanti): «Ogni tanto si tira fuori questa questione dell’accorpamento dei piccoli comuni come fosse la panacea di tutti i mali del paese. Ma non è così. Dovranno spiegarmi dove ci sono sprechi nel mio comune. Siamo già consorziati per una marea di servizi, che gestiamo efficientemente assieme ad altri comuni del territorio. Il sindaco costa 3600 euro all’anno e teniamo presente che l’impegno non è mai mancato, in questo momento, mentre stiamo parlando, sto pulendo una piazza del mio paese, perchè ormai da tempo abbiamo rinunciato all’appalto per la pulizia e lo sfalcio del verde pubblico». E non le manda certo a dire al Governo: «Non vedo l’ora che si chiuda questa pagina della politica italiana – incalza -. I
tagli da fare sono altri, il pesce puzza dalla bocca, non si può iniziare a tagliare dalla coda. Pensiamo al numero dei parlamentari, agli stipendi dei politici, non ai piccoli comuni che stanno vicini alla gente garantendo tutti i servizi alla cittadinanza». Secondo il sindaco di Cazzago, inoltre, l’unico modo per avere un vero risparmio sarebbe quello di tagliare le piante organiche: «Ma scommetto che l’accorpamento prevede di tenerle invariate». Anche Andrea Ballinari, sindaco di Agra (408 abitanti), non è da meno: «Voglio leggere nel dettaglio, ma detta così mi sembra una fesseria. Si creerebbe un gap di rappresentanza del territorio. I piccoli comuni diventerebbero presto delle frazioni dimenticate, scomparirebbero i servizi che verrebbero accentrati nei comuni più grandi, con il rischio concreto di far svuotare i comuni montani come il nostro».
Alessandro Madron
e.marletta
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