VARESE Veleni verdi e veline “magiche”. Siamo all’ultima fase del gioco di correnti interne alla Lega: la posta in gioco è il controllo del movimento.
A Varese, dove la partita è iniziata per ovvi motivi geopolitici, il “nemico” da eliminare parrebbe il sindaco Attilio Fontana.
Nessuna conferma da parte sua, ma appare evidente come la delibera del consiglio federale (l’organo supremo presieduto da Umberto Bossi) che ammonisce gli amministratori lumbard di non partecipare allo sciopero dei sindaci del 15 settembre, sia studiata apposta per mettere in difficoltà il primo cittadino bosino.
Il sindaco di Varese è anche presidente di Anci Lombardia, ha ideato la manifestazione di Milano che ha portato in piazza oltre duemila sindaci scontenti della manovra finanziaria del governo ed è da sempre vicino al ministro dell’Interno Roberto Maroni, vero bersaglio del blog la Velina Verde, che colpisce con presunte indiscrezioni l’establishment della Lega varesina, citando, seppure parzialmente, lo stesso sindaco.
Insomma, l’obiettivo parrebbe quello di indevolire la leadership del Carroccio nella sua culla. Guarda caso, sia la Velina Verde che la delibera del federale hanno fatto la loro apparizione lunedì, a pochi giorni dal congresso della sezione cittadina della Lega Nord.
In gioco, quindi, gli equilibri nel partito tra corrente maroniana e cerchio magico in vista del rinnovo dei vertici cittadini. In base al risultato, infatti, si vedrà l’orientamento della sezione in vista del futuro congresso provinciale e, a pioggia, di quello nazionale.
Intanto, Fontana si trova al bivio: ubbidire alla Lega e non partecipare allo sciopero, oppure disobbedire e andare incontro alle possibili conseguenze. Nel primo caso è pronto a dimettersi dall’Anci.
Nel secondo continuerebbe la sua battaglia e «non me ne andrei certo dalla Lega, dal momento che le battaglie a favore degli enti locali le ho sempre viste in difesa dei principi cardine della Lega Nord, nata per il territorio» ha dichiarato.
Ma potrebbe essere espulso dal Carroccio. Forse è questo il fine della manovra a tenaglia tra “veline velenose” e proibizioni dall’alto: ammansire il battagliero sindaco, oppure eliminarlo.
s.bartolini
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