Caracas, 16 feb. (Ap) – Il presidente venezolano Hugo Chavez ha
ottenuto con il referendum il diritto a ripresentarsi alle
elezioni presidenziali del 2012, con largo margine. Il referendum
di conferma della modifica costituzionale è stato approvato dal
54 per cento degli elettori, sulla base del 94 per cento delle
schede votate. Lo ha comunicato il capo della commissione
nazionale elettorale Tibisay Lucena.
Esplosioni di petardi hanno salutato la notizia, mentre i
sostenitori di Hugo Chavez percorrevano Caracas per festeggiare
la vittoria. Il presidente Chavez è apparso al balcone del
palazzo presidenziale per cantare l’inno nazionale, con migliaia
di sostenitori riuniti sotto le sue finestre.
Ieri il presidente Chavez ha affermato che dopo un decennio
agitato adesso ha bisogno di più tempo per trasformare il
Venezuela in Stato socialista. “Oggi si decide il mio avvenire
politico. Il futuro del Paese è in gioco” ha dichiarato prima del
voto.
Gli elettori favorevoli a Chavez ricordano che lui ha nutrito i
poveri mantenendo bassi i prezzi degli alimentari, ha permesso la
loro istruzione e ha dato loro accesso alle cure mediche. Li ha
associati al potere con il suo discorso di lotta di classe dopo
decenni di governi sostenuti dagli Stati Uniti che favorivano i
ricchi.
Gli oppositori sostengono che Chavez ha già troppo potere,
influenzando i tribunali, il parlamento e il consiglio
elettorale. Abolendo il limite di dodici anni di mandato
istituito nel 1999, Chavez diventa incontrollabile. “Se vince,
più niente lo tratterrà e farà del Venezuela un’altra Cuba,
perchè è ciò che vuole” ha detto ieri Adriana Hernandez, una
studentessa in ingegneria di 19 anni. “Governerà per decreti e
eliminerà la proprietà privata” ha detto la ragazza.
Chavez è arrivato al potere nel 1999 e ha ottenuto nello stesso
anno una nuova costituzione che gli permette di governare per due
mandati di sei anni. Ieri, ha modificato il dato, dopo una
sconfitta nel dicembre 2007. Chavez ha avvertito i suoi avversari
che “ogni tentativo di prendere la strada della violenza
rifiutando di riconoscere i risultati del voto popolare sarebbe
neutralizzato”.
Cep
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