– Potrebbe essere definito “un vero e proprio parto”. Stiamo parlando del rilascio dei tanto discussi pass rosa, di cui si è iniziato a parlare nel 2013 e giunti a definizione solo l’estate scorsa.
Si tratta dei tagliandi che non fanno più pagare il parcheggio alle donne in attesa di un bimbo e alle neo mamme.
Dopo un tira e molla tra Palazzo Estense e Avt, finalmente ad agosto ha preso il via la distribuzione che, stando a quanto stabilito dalla giunta, spetta ad Avt. Con l’inizio del 2015, sono ora disponibili i dati relativi ai primi cinque mesi di rilascio di questi permessi “speciali”.
Ad agosto Avt ha rilasciato otto pass rosa, a settembre il numero è salito a nove. Il picco lo si è raggiunto nel mese di ottobre con dieci pass consegnati, per poi scendere a quota sette nel mese di novembre e a quattro sino al 18 dicembre 2014. Se la matematica non è un’opinione, stando al report mensile che Avt ha consegnato al comando della Polizia Locale, in cinque mesi sono stati rilasciati 38 permessi di sosta a donne incinte e neo mamme.
«Numeri contenuti – commenta il consigliere comunale (Fi) che aveva avanzato la proposta in consiglio comunale – I timori espressi da qualcuno in merito ai rilasci dei pass rosa secondo i quali il fenomeno sarebbe potuto diventare numericamente devastante per le casse del Comune si sono rivelati infondati. Si tratta mediamente di dieci rilasci al mese: non credo che con questi numeri bilanci del Comune possono andare in rovina».
Avt non aveva mai negato la sua contrarietà: distribuire il permesso che dà la possibilità di sostare a tempo indeterminato negli stalli blu, secondo il presidente , avrebbe potuto significare una perdita di due milioni di euro per l’azienda partecipata del Comune di Varese che gestisce la sosta cittadina.
«Numeri così bassi – continua D’Aula – probabilmente dipendono anche da una scarsa pubblicità nei confronti di questo servizio a favore, soprattutto, delle neo mamme “sole”. Inoltre, ritengo che sia opportuno istituire una bacheca ad hoc sul portale di Palazzo Estense dove viene promossa questa possibilità».
Questo diritto è stato pensato soprattutto a favore delle mamme che non hanno la possibilità di appoggiarsi all’aiuto, nei primi mesi di vita del neonato, del compagno o di qualche familiare stretto per lo svolgimento delle commissioni di routine, perché lontani o impegnati con il lavoro.
Ricordiamo che per richiedere il pass, la giunta ha disposto che le donne in gravidanza debbano presentare ad Avt un certificato medico che ne attesti lo stato e in cui sia specificata la data prevista per il parto.
Per le neo mamme invece, occorre che siano in possesso del certificato di nascita del bambino, in modo da stabilire con precisione la durata del permesso.
Il pass dà diritto di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu per 12 mesi: dai tre mesi di gravidanza, fino ai sei mesi del bambino.













