Virus di Capodanno. Anziani e bambini affollano l’ospedale

Virus di Capodanno. Anziani e bambini affollano l’ospedale
Numerosi i varesini che trascorreranno il Capodanno sotto le coperte con febbre, dolori intestinali, coliche e diarrea, raffreddori forti e mal di gola

– Feste un po’ rovinate. Il brodino leggero al posto del cenone. Lo sciroppo al posto dello spumante. Il pigiama al posto dell’abito per una notte speciale. Sono forme che spossano e per tornare in forma ci vuole un po’ di tempo. Dalla vigilia di Natale imperversano alcuni virus che provocano infezioni febbrili e gastroenteriti non facili da domare. Le richieste di visite aumentano in pronto soccorso. «Sono giornate impegnative – dice il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Circolo, – ma tutto procede senza intoppi e abbiamo posti a sufficienza per i ricoveri».Questa, però, non è la sola emergenza sanitaria, peraltro fastidiosa ma non grave, della città. Anziani e bambini stanno affollando l’ospedale. Un’ondata di virus parainfluenzali, ma soprattutto le complicazioni legate a queste sindromi che assomigliano all’influenza, colpiscono gli over 80. In pronto soccorso c’è una processione ininterrotta di anziani.Il giorno di Natale il 25% dei pazienti che si sono rivolti all’Unità operativa di emergenza e urgenza del Circolo sono stati ricoverati (36 su 141 accessi). A Santo Stefano i ricoveri sono stati 31 su 169, il 27 dicembre 30 su 170,

il 28 si è scesi a 22 su 163 e ieri erano in 8 ad attendere sul proprio lettino il trasferimento in reparto. «Si tratta quasi esclusivamente di anziani pluripatologici – continua Bravi – Un semplice raffreddore, in questi pazienti fragili, può trasformarsi in una bronchite, aggravando disturbi o patologie preesistenti». Ma in difficoltà, come detto, non c’è solo la terza età. Un’autentica epidemia di bronchioliti sta colpendo neonati e bambini. I medici del pronto soccorso pediatrico lavorano senza soste. «La bronchiolite – spiegano gli esperti – attacca i lattanti dai primi giorni di vita fino agli 8 mesi». Negli adulti provoca un semplice raffreddore, nei lattanti le cose si fanno più serie: «Questi bambini fanno fatica a mangiare perché non riescono a respirare. Dobbiamo ricoverarli in ospedale perché spesso hanno bisogno di ossigeno. Nelle forme più lievi li trattiamo, appunto, con ossigeno umidificato o aerosol. Nessuna preoccupazione: si guarisce spontaneamente nel giro di una settimana».Insomma, siamo in piena bagarre, anche se l’influenza tipica della stazione non si è ancora vista. Dovrebbe arrivare a cavallo tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio.

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