La Famiglia Bosina augura Buon Natale ai suoi associati il 9 dicembre alle 20 al Salone Estense. L’occasione sarà importante anche per presentare il “Calandari” 2017 e annunciare le novità dell’anno nuovo, a cominciare da un importante progetto legato al Campanile del Bernascone.Custode del dialetto, delle usanze e della storia di Varese, la Famiglia Bosina da oltre cinquanta anni anima la città nel segno della trazione. Importante
memoria storica di ciò che altrimenti andrebbe perduto, venerdì ha presentato le iniziative che metterà in campo dal prossimo anno. Dal “Calandari dra Famiglia Bosina par ur 2017” che segue una tradizione lunga ormai sessant’anni. «Una sorta di bigino della città di Varese – ha ricordato il “Regiu”, il presidente della Famiglia Bosina, Luca Broggini -, utile ai cittadini ma anche a chi desidera visitare la città».
Quindi lo schema è sempre quello: prima i saluti (regiù, sindaco, prevosto, prefetto), poi la Cronaca, la Sintesi e quindi gli articoli, divisi nelle sei canoniche sezioni: l’Attualità, la Gente, la Storia, il Territorio, l’Arte e gli Artisti.
Il Calandari si chiude poi con le attività della famiglia Bosina. «Una novità c’è: per la prima volta dopo 60 anni, la copertina sarà non in cartoncino leggero, ma con un cartoncino di spessore maggiore e con le alette. Avrà come foto il nostro bel Sacro Monte, in uno scatto di Carlo Zanzi».
Grandi novità anche per il giornale della Famiglia Bosina che farà un restiling. Nuova grafica, nuova impaginazione e nuove notizie. Il prossimo numero contiene un approfondimento sul Campanile del Bernascone di Angelo Monti, che attraverso le cronache dell’epoca ripercorre i suoi 400 anni di storia. Era il 5 marzo del 1617 quando venne conclusa l’opera che oggi necessita invece di una massiccia ristrutturazione.
Si attendono gli esiti degli esami che la Parrocchia ha fatto fare sul Campanile, ma pare evidente che il materiale da costruzione sta cedendo, e sarà necessario mettere in sicurezza tutte le parti ornamentali. «Non vogliamo anticipare nulla – aggiunge Broggini –, ma la Famiglia Bosina si impegnerà perché il Bernascone venga riconosciuto come simbolo della città, nell’anno del suo quattrocentesimo compleanno».
Anche quest’anno inoltre, la Famiglia Bosina ha dato il via al bando per il Poeta Bosino 2016. «Siamo ormai alla 51° Edizione – ha detto il “Maneggioni”, il consigliere Marco Broggini – L’anno scorso hanno partecipato al concorso 21 poeti con 34 componimenti e si spera di raggiungere anche quest’anno tale traguardo, dal momento che si tratta di un premio molto ambito per il prestigio che gode tra i poeti nostrani».
Gli elaborati dei poeti dovranno essere in lingua locale bosina o affine, purché dell’area linguistica del Varesotto, e seguire canoni scherzosi , secondo la classica bosinada, oppure della lirica impegnata. I componimenti dovranno pervenire entro le 19 del 21 dicembre alla Libreria Canesi di via Walder. La premiazione dei tre vincitori e la proclamazione del Poeta Bosino 2016 avverranno invece nel corso dell’annuale tradizionale festa della Giobia nella serata di giovedì 26 gennaio 2017.
Al primo classificato del concorso , oltre alla meritata gloria, andrà una statuetta raffigurante il Poeta Bosino; al secondo classificato una targa raffigurante la maschera varesina del Pin Girometta; al terzo classificato una targa con il guidoncino della Famiglia Bosina con la scritta “Ul me paes l’è un paradis”.













