Whisky e vodka al party dei ragazzini Questura chiude discoteca di Varese

VARESE Per il Moon il motto “bevi responsabilmente” era considerato una bandiera. Dal cuoco ingaggiato per sfornare pizze in continuazione, in modo da “ammortizzare” gli effetti dell’alcol nello stomaco; al servizio auto per riaccompagnare a casa i clienti che avevano comunque alzato troppo il gomito. Tutto era all’insegna del divertimento intelligente.

Ma stavolta qualcosa sembra non aver funzionato a dovere. Perché dare da bere alcoolici a ragazzini fino a far loro sfiorare il coma etilico è tutto fuorché intelligente. Il questore di Varese Marcello Cardona ha infatti disposto la sospensione per 15 giorni della licenza del celebre disco bar, situato a Varese in piazza Giovanni XXIII.

Il “casus belli” risale allo scorso 29 gennaio. All’1.30 di notte, per la precisione, quando gli uomini delle Volanti sono entrati nel locale. Agli agenti era stata infatti segnalata la presenza di giovani che accusavano forti malori.

In una nota, la Questura fa sapere che, effettivamente, gli agenti avevano trovato «due ragazzi di 15 e 16 anni evidentemente ubriachi, in uno stato di semi incoscienza e scossi da continui conati di vomito, tanto da dover essere trasportati in ospedale per gli accertamenti del caso e le prime cure».

Gli uomini in divisa avevano appurato che i due adolescenti facevano parte di una compagnia composta da circa 25 coetanei che avrebbe trascorso la serata nel locale bevendo vodka e whisky. Superalcolici che, secondo la Questura, erano stati serviti ai ragazzi dal personale del Moon nonostante si trattasse di clienti minorenni.

«La Questura – fanno sapere da piazza Libertà -sta approfondendo gli accertamenti per stabilire le responsabilità del titolare del locale e dei suoi dipendenti in merito agli illeciti, puniti dal codice penale, di “somministrazione di bevande alcoliche a minori di 16 anni” e “determinazione in altri dello stato di ubriachezza”».

Alfonso Vanetti, il titolare del Moon, giura che le cose non stanno propriamente così. L’ipotesi che lui ventila è che ad acquistare le bottiglie “incriminate” sia stata un’unica persona. Maggiorenne. E che poi questa persona abbia condiviso i liquori con tutti gli altri amici della tavolata. Minorenni compresi.

La giustificazione potrebbe anche reggere. Ma le verifiche già compiute hanno comunque convinto il Cardona «ad adottare in via di urgenza il provvedimento di sospensione della licenza previsto dall’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, per la necessità di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini e in particolare di salvaguardare l’integrità dei soggetti di minore età».

s.bartolini

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