Wojtyla, Martini e MacchiTre sagome al Sacro Monte

Wojtyla, Martini e MacchiTre sagome al Sacro Monte

VARESE Il 2 novembre ricorre il venticinquesimo anniversario della visita di papa  Wojtyla, alla città Giardino. Un evento che in molti ricorderanno con emozione: la lunga salita sino al Santuario e il discorso di Wojtyla, «pellegrino fra i pellegrini».Tra i devoti, che il prossimo 2 novembre celebreranno la ricorrenza,  c’è anche l’architetto,nonché senatore del Carroccio, Giovanni Leoni. L’artista varesino che, per  la rievocazione della visita papale, ha deciso di realizzare un’istallazione sulla Via Sacra.

Un’opera d’arte che rievoca la salita al Monte Sacro di Giovanni Paolo II. «Ho ripreso una vecchia foto dell’84 che ritraeva in fila Papa Wojtyla, l’arcivescovo Carlo Maria Martini e l’arciprete del Sacro Monte monsignor Pasquale Macchi, mentre percorrevano la via Sacra – racconta Leoni – Partendo da quell’immagine ho deciso di realizzare le tre sagome, nella stessa posizione. Il Wojtyla, Martini e Macchi a grandezza naturale, intagliati in tre lastre di alluminio».

Ha utilizzato la stessa tecnica adottata per la realizzazione dei «ciclisti di Capolago», ma il risultato è differente, a partire dalla ovvia assenza di riferimenti politici. «Ho lasciato le sagome in alluminio – continua Leoni – Non le ho colorate facendole risultare più sobrie. Il materiale nudo si presta così a particolari giochi di luce, per cui le sculture assumeranno colorazioni diverse a seconda della luminosità». L’opera, come quella di ogni grande artista, si presta inoltre ad una doppia interpretazione. Le sagome celano particolari che vanno oltre alla rappresentazione del pellegrinaggio papale. «I piedi di Martini sono molto lunghi a simboleggiare la voglia dell’arcivescovo di fare strada nel mondo ecclesiastico – spiega Leoni – Quelli di Macchi, al contrario, sono molto corti perché di carriera non ne ha fatta molta. Anche nella sagoma di sagoma di papa Wojtyla c’è un dettaglio particolare, che però lascerò scoprire ai varesini». Le tre sagome potrebbero essere, quindi, collocate sulla via Sacra in occasione del venticinquesimo e potrebbero anche rimanere un’installazione permanente. Non c’è ancora la conferma ufficiale perché «non ho ancora ottenuto il permesso dei mie superiori -spiega don Corno – ma abbiamo apprezzato tantissimo il gesto dell’architetto Leoni. L’idea è di collocarle sulla via Sacra in occasione della celebrazione dell’anniversario della visita di Giovanni Paolo II, ma poi andranno rimosse. Lo stile moderno delle sagome credo sia troppo in contrasto con il paesaggio del Sacro Monte».
A parte la gentile donazione dell’architetto Leoni, però, nessuno si è ancora mobilitato per celebrare l’anniversario della visita del Papa.

«Leoni è stato l’unico, finora, che si è ricordato dell’anniversario e che ha proposto qualcosa – continua Don Corno – L’amministrazione si è dimostrata latitante anche in questa circostanza. Da parte nostra, invece, stiamo cercando qualche prelato che venga a celebrare messa al Sacro Monte ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Sicuramente ci sarà la commemorazione, Wojtyla infondo è stato il primo Papa della storia a far visita a Varese».
È ancora prematuro, quindi, parlare del programma della cerimonia. I dettagli della giornata del 2 novembre verranno presentati più avanti.
Valentina Fumagalli

e.marletta

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