BUSTO ARSIZIO Stagione degna di X-Files, ai confini della fantascienza: Havelkova e compagnia schiacciante rendono vero il verosimile. Per esempio, alla fine della gara con Pesaro, fuori dal campo circolavano visi contriti, con la Luna traversa manco la Yama avesse perso: primo le nostre hanno vinto, la striscia di dodici successi è bella aperta, secondo si sono specchiate in un cielo nuovo, diverso.
Dice bene Carlo Parisi: «Non possiamo programmare la vita sul raggiungimento della vittoria piena. Dobbiamo programmarla sulla rincorsa dei massimi obiettivi». Garzanti e Zingarelli concordano: in ordine temporale Coppa Italia, Coppa Cev e scudetto. Non si vive di soli tre-set-a-zero, o al massimo uno. Non esiste gioia senza sofferenza, esiste l’umanità di chi si lascia un attimo andare. Il parziale iniziale dominato, paradossalmente, ha levato mordente a squadra e pubblico.
Questo sino alla metà del tie-break. Perché tutto si può dire, ma chi gioca un tie-break simile non ha problemi di condizione atletica o di motivazione, è semplicemente stanco. Yama e tifosi, assieme, hanno rivoltato l’inerzia e la Scavolini come il vento una foglia autunnale. Lo ribadiamo: siamo orgogliosi di questo 3-2 e della cifra morale del gruppo. Grattacielo al pari di quella fisica e tecnica.
I piani dell’ottimo Ezio Bramard, vogliono il primo picco di condizione da adesso agli ultimi giorni di gennaio, in coincidenza con le Final Four di Coppa Italia. Si va in campo ogni tre giorni, così sarà sino al termine del liofilizzato anno preolimpico, in cui garacinque di finale è segnata al 15 aprile e, parlando di Cev, semifinali e finali sono in sovrapposizione con quarti e semifinali italiane. Giovedì il ritorno a Baku, domenica a Torino con Chieri, martedì 24 in casa con Novara per i quarti di Coppa Italia, sabato e domenica teoriche finali a Modena: data l’impossibilità di tirare il fiato, un rigattiere del buon senso chiederebbe l’oculata gestione della forza lavoro.
Giovedì è fondamentale, idem martedì e, vieppiù, l’eventuale presenza a Modena di fine mese. L’unica che si può dare su è la partita del PalaRuffini, pure incastrata fra altre due dove devi esprimere il 110%. Auspichiamo per l’occasione la presenza massiccia di Caracuta, ha pure mostrato di meritarlo, e Meijners ad alleggerire il terzetto Havlickova-Havelkova-Marcon. Se proprio proprio si volesse, ci starebbe anche un test per Lotti in prima linea di fianco a una mammasantissima.
Anche così, Busto dovrebbe essere in grado di vincere a Torino, in una motivante cornice quasi mai inferiore ai 3.000 spettatori. Finisse male? Importa un cavolo, se serve per dare il famoso 110% a Baku prima e con Novara poi; ribadiamo snodi fondamentali. Viceversa, a cosa servono 5 punti su Urbino e 3 su Villa, la quale deve ancora osservare il turno di riposo? Parisi stesso l’ha affermato a fine dicembre: «Possiamo migliorare nella capacità di utilizzare la profondità dell’organico».
Samuele Giardina
a.confalonieri
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