Zaeta, una supermoto in vetrina “Mezzo rude anche per la città”

Zaeta, una supermoto in vetrina “Mezzo rude anche per la città”

VARESE (v. des.) Zaeta, questo il nome della moto da corsa per il Flat Track, esposta nella gioielleria di Giorgio Caffi in via Broggi. «Un gioiello tra gioielli» è il motto dell’orafo varesino. La Zaeta è la due ruote guidata dal pilota varesino, Marco Belli, protagonista di dirt track all’Eicma 2011 e vincitore di svariati titoli, non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti. Infatti,

la Zaeta nella vetrina di via Broggi è quella da gara e presenta ancora i segni dell’ultimo sterrato percorso da Belli e porta il numero 229. Il significato della particolare combinazione, motori e preziosi, è molto semplice: dal 2011 la Zaeta è anche omologata per la circolazione su strada ed è possibile avere il proprio modello personalizzato. Proprio come i gioielli di Caffi, unici nel loro genere.

Il progetto Zaeta ha avuto inizio nel 2007, quando Paolo Chiaia (pioniere della cultura dirt track in Italia) ha incontrato Marco durante una gara di Short Track a Daytona. Durante il Motor Show del 2008 il papà di Valentino Rossi, Graziano, si confronta con Chiaia in merito alla realizzazione di un due ruote leggero per gli allenamenti del figlio. Ecco che il sogno di realizzare una moto da «scorbutica ma allo stesso tempo agile», diventa realtà. «La moto per Vale era gialla – spiega Paolo – da qui l’idea di darle il nome Zaeta. In veneto ci sono dei biscotti di farina gialla che si chiamano zaeti che significa “gialletti”; una mia ex-fidanzata, alla quale sono molto affezionato, mi preparava sempre la colazione con quei biscotti». Ora la moto aveva anche un nome.

Leggera, bassa, reattiva, intuitiva e dotata di un gran motore: queste le caratteristiche del gioiellino a due ruote. «È una moto rude – spiega Belli – e quella del 2012 sarà una moto completamente made in Italy, grazie alla collaborazione con la società veronese “In-Motion”. Normalmente il telaio delle motociclette viene realizzato in tubi o mediante la presso fusione. E’ una moto indicata per gli spostamenti in città, collina e montagna: è una moto rude, da ribelle urbano».

e.marletta

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