Domenica 13 Aprile 2014

Con Simona il pane è arte

E ha fatto il giro del mondo

Simona Lauri, varesina, è considerata una guru della panificazione

Simona Lauri, la guru italiana della panificazione, è molto più nota all’estero e lungo la Penisola che nella sua Varese.

Eppure questa valchiria bionda (uno e ottanta di donna), madre di due figli, sta all’arte bianca come Martha Argerich al pianoforte.

Tecnologo alimentare, è autrice di testi tecnici e universitari sulla panificazione: suoi sono “I segreti di un’arte”, Arte Bianca - Fippa, Roma, 2006 e “Pane e pizza: due mondi un’unica passione”, del 2012, oltre al saggio scritto a quattro mani con Giorilli (“Il pane: un’arte, una tecnologia”, Bologna, Lucisano - Zanichelli, 1996).

Attivissima anche in rete - le sue rubriche spopolano sul portale della Federazione Italiana Panificatori - proviene da diverse generazioni di fornarine e fornai bosini doc, di cui continua orgogliosa la professione.

Distinta e riservata, Simona ha un carisma che pochi possiedono nel suo campo. Coccolata dalle riviste gastronomiche come una profetessa (una per tutte, Pizza e Pasta), i suoi articoli sono dei cult fra gli addetti ai lavori ma anche per i semplici appassionati di impasti.

Da alcuni anni ha abbandonato l’insegnamento negli istituti professionali e vive facendo la spola tra Varese e il mondo, diffondendo il verbo del pane nostrano: l’ultimo aereo è stato quello di febbraio per la Danimarca.

Ma anche a Eataly a Torino, lo scorso settembre, ha stupito con le “Re(a)gioni del pane” (“ragioni” intese come tradizioni), un lavoro in cui ha presentato due pani per ogni regione italiana. In quell’occasione Simona, affiancata da Nicola Guerra a rappresentare l’arte bianca del Sud, ha tenuto un corso di due giorni sui pani tradizionali dell’alta Lombardia, omaggiando Varese con il pan giald impastato col mais, il pan con l’üga, i pani con le olive verdi e con le noci; dulcis in fundo, con un pan de mej filologico a base di miglio, da cui il nome, e ricoperto con la panigada, i fiori di sambuco essiccati: Simona, come una fata dei boschi, li coglie personalmente in piena primavera, distendendoli poi in pieno sole per tramutarli nell’antica spezia meneghina.

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