Cimberio molle e svagata Teramo ne fa un boccone

Cimberio molle e svagata Teramo ne fa un boccone

VARESE Di presunzione non si muore, di presunzione si perdono le partite: sempre e contro chiunque. Anche contro una squadra come Teramo, onesta e serena nel suo essere corta e deboluccia, ma capace di approfittare della non serata di Varese. Scesa in campo convinta che le vittorie siano dovute, che i canestri arrivino da soli, che difendere e menare siano cose superflue perché tanto poi le partite si vincono con il talento e con l’attacco. Stride questo atteggiamento, perché arriva da un gruppo dal quale non ce lo si aspettava: e allora forse un filino di presunzione ha contagiato pure noi, convinti di aver già fatto qualcosa quando ancora non si è fatto un bel niente. Attenzione: si è perso una partita – brutta, che non andava assolutamente persa, che fa arrabbiare e andar di traverso il panettone – ma la sostanza non cambia. Per andare avanti, per continuare a sognare qualcosa di diverso, per restare con la testa fuori dal fango ci sono delle cose che questa squadra deve imparare a fare. Deve imparare a restare sempre in piedi, ovvero non si deve mai sedere: nel momento in cui si commette l’errore di dare qualcosa per scontato (e la partita di ieri è lì

da vedere) Varese prende legnate da chiunque. Deve imparare a non dimenticarsi del passato, ovvero ricordarsi dov’era solo qualche mese fa: una società sull’orlo del baratro, un futuro nebuloso, e poi un gruppo di persone insieme per il bene di Varese che ha bisogno di una squadra diversa da quella vista ieri. Deve tenere ha mente come è riuscita a vincere le partite che ha vinto e come ha perso quelle che ha perso: le vittorie sono arrivate quando questa squadra ha saputo essere tale sempre, le sconfitte sono arrivate quando i singoli si sono messi davanti al gruppo.Ci piace pensare a questa sconfitta come al più classico degli incidenti di percorso, quegli ostacoli che fanno crescere le squadre mature e affossano quelle inesperte e bambine. Ci piace pensare che Recalcati e i suoi ragazzi sapranno rialzarsi, e tornare a regalare ai loro tifosi (sempre troppo vuoto, il palazzetto) le gioie che meritano. Tra nove giorni si va a Milano per il derby: mica una partita qualsiasi. Una squadra che si accontenta di fare il suo e badare a una tranquilla salvezza, a Milano perde. Una squadra che osa e che non ha paura di guardare quello che gli altri non vedono, a Milano vince.Francesco Caielli

e.romano

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