VARESE Nell’ultimo anno le ore di cassa integrazione autorizzate nella provincia di Varese sono diminuite del 4,8%. Portando così il totale delle ore a 50,7 milioni. Un dato che, anche se ancora ben lontano dai livelli pre-crisi, quando le ore furono 4 milioni nel 2007 e 8 milioni nel 2008, portano un po’ di luce nella coda lunga della crisi economica, che sembra colpire meno nella nostra provincia rispetto ad altre parti della regione e dell’intero territorio. A livello nazionale e anche regionale lo scorso anno ha registrato infatti un nuovo record negativo: la cassa integrazione è infatti risultata ancor più alta rispetto al 2009, con un +31,7% in Italia e +16,1% in Lombardia. Nel confronto lombardo Varese si colloca al terzo posto per ore autorizzate dopo Milano e Brescia.Il positivo dato varesino arriva soprattutto dalla riduzione della richiesta della cassa integrazione
ordinaria, che viene utilizzata nei casi di crisi temporanea, che nel corso del 2010 si è quasi dimezzata rispetto al 2009, passando dai 39 milioni ai 20 milioni di ore circa. In aumento, al contrario, sono state le richieste di cassa integrazione straordinaria, il cui ricorso è previsto per le imprese in dichiarata crisi, che sono passate dagli 8 milioni agli oltre 20 milioni, con un aumento del 158%. Dal punto di vista settoriale, nel confronto 2009-2010, vanno meglio la Chimica-Gomma-Plastica, i Trasporti-Comunicazioni e il Tessile che mostrano una sensibile riduzione di ore totali autorizzate. Stabile invece il settore della Meccanica mentre risultano ancora in peggioramento l’Abbigliamento, la Carta-Editoria e il Commercio. Il primato delle ore richieste spetta alla Meccanica con il 40% del totale di quelle autorizzate in provincia, seguita dal Tessile-Abbigliamento con il 18% e dalla Chimica-Gomma-Plastica con il 12,6%.Silvia Bottelli
m.lualdi
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