“Politica, Vavassori e Giulini Ecco tutta la verità sulla Pro”

di Giovanni ToiaBUSTO ARSIZIO Non più una partita a poker o a scacchi fra Savino Tesoro e Pietro Vavassori, ma una sfida lanciata da Mapello. Arriva dalle valli bergamasche l’urlo «vieni fuori». Un guanto che il patron lancia all’avversario chiamandolo a combattere col classico «vediamo cosa sai fare». Sabato scorso Savino, in un’intervista a La Provincia, aveva avanzato una proposta senza avere riscontri né pubblici, né privati. Da qui la decisione di giocare duro anche se è improprio utilizzare questo verbo visto che si sta parlando del destino e della storia di una società e del suo popolo.La nuova offensiva sbaraglia tutto, buttando via i tatticismi, quelli di un passo in avanti e due indietro; è un duellare in campo aperto: «Nei giorni scorsi mi ha telefonato l’assessore Armiraglio – rivela Savino – che non sentivo da una vita e mi ha detto che Vavassori è disposto a mettere sul piatto un milione e duecentomila euro e che il sottoscritto deve andargli incontro».Lei che ha risposto?Vuol mettere quel milione e rotti? Bene, adesso non lo voglio, ma lo depositi su un conto corrente. Poi basta che qualcuno del Comune, una persona di fiducia, si faccia da garante.E dopo?Mi impegno a mettere a posto la Pro Patria ed a consegnarla all’acquirente entro il 20 giugno pulita e pronta per essere iscritta. Se entro quella data ce l’ho fatta, mi prendo i soldi che Vavassori ha vincolato. Se invece non riuscissi nelle mie intenzioni, lui si può riprendere il suo milione.Prendere o lasciare?Continua a dire in giro che ha i soldi per la Pro Patria. Li faccia vedere. Il sottoscritto quando ha detto due anni fa che avrebbe preso i tigrotti, ha messo lì gli euro uno sopra l’altro, e anche tanti, mentre il signor Vavassori se l’era data a gambe dopo aver illuso tutti.E’ guerra.Sono stanco di parole, ora è il momento di far vedere veramente se vuoi risolvere i problemi. Mi sto impegnando nonostante

la Pro Patria non sia più mia da gennaio e mi pento soltanto di averla data a quei due là… Ma ero preso dalla disperazione e non ho valutato bene le informazioni su quella gente.Si dice che lei si sia incontrato con Vavassori nel mese di ottobre.Lo chiamai e lui mi disse che in quel momento non poteva o non voleva. Secondo me ha sempre avuto in testa l’idea che alla fine avrebbe preso la Pro Patria con niente, portandomi allo stremo. Ha pensato che prima o poi sarebbe passato il cadavere, ma Vavassori deve sapere che ne passerà del tempo prima che schiatti. Ed è la teoria che ha inculcato anche a Giulini.Perché Giulini?Lei si ricorda quando Giulini ha detto che non voleva più la Pro Patria?Dopo l’incontro con Vavassori, ma si vociferava da tempo che Giulini non fosse più intenzionato all’acquisto.Giulini sapeva da un mese quale era la situazione contabile della Pro Patria, ma è andato avanti lo stesso e quindi, secondo me, era determinato a prenderla. Poi incontra Vavassori che, per me, l’ha convinto a non buttare dentro soldi pensando che tanto l’avrebbero presa insieme quando Savino Tesoro, ormai esausto, avrebbe mollato la società gratis. Sono talmente fesso che il suo gioco l’ho capito da un pezzo.Si aspetta una risposta da Vavassori?Non lo so. Quello che non comprendo è perché sia cambiato tutto quando le scorse settimane un principio di accordo con lui l’avevo trovato. Ma, le ripeto, il suo gioco è portarmi all’esasperazione. Lo so e quindi non ci casco.Quindi addio Pro Patria?Dipende da Vavassori: se tutto dovesse saltare, stavolta sarò io a chiamare la stampa e le televisioni. Chiamo Sky e racconto la verità. Mi sa che tanta gente dovrà arrossire.Lei ha detto che il sindaco aveva in mano la soluzione.Non penso sia bello per la politica vedere la squadra gloriosa della propria città scomparire. E allora si diano da fare, anche se poi i voti li prendono lo stesso.

a.confalonieri

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