ROMA Le grandi squadre fanno così: scendono in campo e si prendono quello che vogliono. E allora lo diciamo sottovoce: molto probabilmente questa Varese è una grande squadra. O almeno, sta studiando per diventarlo. Certo che una partita così merita di essere raccontata, per quanto è stata intensa e per quanto è stata bastarda: capace di far soffrire quando non avrebbe dovuto, capace di far gioire quella ventina di tifosi biancorossi arrivati fin qui. Bisogna parlare di un primo tempo di Varese che è stato bello come una sinfonia, quasi perfetta, meraviglioso da guardare e tutto da godere. C’è Thomas che ci mette un attimo a far capire che il passaggio a vuoto di domenica scorsa contro Bologna è già nel dimenticatoio, con un paio di missimi dei suoi regala a Varese il primo allungo (da 14-17 a 18-27 a cavallo dei primi due quarti). L’intensità di Varese taglia le gambe a una squadra come Roma, fischiata dai suoi pochissimi tifosi (ci hanno detto che erano quasi 3500, noi ne abbiamo contati la metà) e allo sbando se si esclude il piccolo Dedovic, un ragazzo del 1990 con più attributi di tutti i suoi compagni messi insieme. Recalcati si può permettere di utilizzare con il contagocce uno Slay che quando sta in campo piglia un rimbalzo dietro l’altro, di farsi regalare minuti importanti da Demartini e canestri pesanti da Kangur. Si
va al riposo sotto i fischi del deserto romano e con Varese che ha entrambe le mani sulla partita (32-49).La reazione giallorosa arriva puntuale, spinta da Dedovic spalleggiato un po’ da Vitali, un po’ da Traore, poco da Heytvelt: il terzo quarto biancorosso è fatto dei balbettii di una squadra che dovrebbe ammazzare la partita e non ci riesce. Roma mette le mani addosso e gli arbitri lo permettono, e la partita si riapre in un baleno: Thomas con un siluro dei suoi sulla sirena del terzo quarto fissa il punteggio sul 49-63, ma un fallo antisportivo fischiato a Galanda a 7′ dalla fine lancia la rimonta romana che con un parziale di 10 a 0 si riporta a contatto. Il finale è fatto di nervi: Thomas continua a segnare (64-72 a 5′) ma Vitali si sveglia e insieme sveglia il pigro PalaLottomatica (79-84 a 4′). Kangur mette una tripla pazzesca ma Datome gli risponde (84-87 a 3′ dalla fine): gli ultimi secondi raccontano di una Varese precisa ai liberi (Goss, ancora Goss, poi Slay) e di una Roma che resta attaccata alla partita con la sua rabbia. A 4 secondi dalla fine il punteggio è fisso sul 89-91 per Varese, con Slay in lunetta: sbaglia il primo, segna il secondo. Dedovic riesce a prendersi il tiro del pareggio, che finisce sul ferro. Varese è terza in classifica. La favola continua.Francesco Caielli
e.romano
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