VARESE La memoria degli automobilisti corre ai rincari dei prezzi della benzina imposti in passato quando si sono verificate emergenze come l’alluvione a Firenze o il disastro del Vajont, applicati in via provvisoria e mai più rimossi.
E, davanti alle pompe di benzina della provincia di Varese, scuotono la testa per l’aumento delle accise su benzina e gasolio in vigore da ieri per far fronte alle spese per l’emergenza dovuta all’alluvione in Liguria e in Toscana.
Rincari di 8,9 euro per mille litri, che si traducono in un aumento dei prezzi alla pompa che oscillano tra uno e 1,1 centesimi per litro. Una misura che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre, come ha deciso il Consiglio dei ministri che ha dichiarato lo stato di emergenza nelle due regioni.
«Sono contrario al provvedimento, perché il Governo in questi casi cerca sempre di fare cassa pescando dalle tasche dei cittadini» spiega Matteo Borsani, di Gallarate, davanti al distributore di benzina sulla A8 Milano – Varese. «Ad esempio quando c’è stato l’alluvione nel Polesine l’aumento delle accise è rimasto in vigore anche dopo l’emergenza – continua – e il mio timore è quello che succeda lo stesso anche in questo caso».
Lucia, studentessa di Cislago, è favorevole invece a un gesto di solidarietà in caso di bisogno, «a patto che sia limitato nel tempo».
C’è chi lamenta, oltre all’ultimo rialzo, la continua corsa verso l’alto dei prezzi del carburante. E chi, come Giuseppe, di Varese, è pronto a lasciare l’auto in garage. «Ormai muoversi in auto sta diventando insostenibile dal punto di vista economico – spiega – e da quest’anno ho iniziato ad andare al lavoro in treno».
«L’aumento delle accise interviene in un momento di crisi – continua – e a lungo andare pesa sulle tasche delle famiglie, nonostante personalmente sia favorevole a un piccolo sacrificio in una situazione di emergenza». Tanti automobilisti non sono a conoscenza dell’aumento e, quando aprono il portafogli, si trovano a dover pagare di più senza sapere il motivo.
Un no alla misura imposta dal Governo arriva anche dalle associazioni di consumatori. «Se servono soldi basta tagliare sui tanti sprechi che si verificano nel nostro paese – spiega Francesco De Lorenzo, responsabile varesino di Federconsumatori – invece in questo modo si va ancora a pesare sulle spalle delle famiglie».
«Paghiamo ancora le accise sul carburante per la guerra in Abissinia – continua – e sono convinto che questo nuovo rialzo non verrà rimosso dopo il 31 dicembre. È necessario punire chi ha causato questi disastri e ha permesso di cementificare tutto e lavorare sulla prevenzione – conclude – perché, in caso contrario, quando si verificherà il prossimo temporale ci troveremo a dover subire nuovi rincari, come è successo fino ad ora».
Andrea Gianni
s.bartolini
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