VARESE Imprenditori e sindacati di Varese chiedono al professore varesino Mario Monti la patrimoniale.
Di più: vogliono che sia accompagnata da un’adeguata tassazione delle rendite. Aver cambiato premier e ministri infatti non basta a cambiare la disastrosa realtà dei fatti. E se più a terra di così lo Stato italiano non poteva andare, le realtà del territorio più legate all’economia e al mondo del lavoro vedono questa ricetta come il minore dei mali per tentare di rialzare la testa.
«Sono d’accordo con la proposta di mettere una patrimoniale», afferma il presidente del Cna, Franco Orsi, «e aggiungo che è necessario adeguare le pensioni come hanno fatto nel resto dell’Europa, oltre ad eliminare gli sprechi che ci sono e a continuare la lotta all’evasione. Il nuovo Governo deve far pagare finalmente tutte le parti del Paese, anche dove qualcuno non ha mai pagato tasse in vita sua».
Anche se a dirla tutta, gli operatori economici non ripongono grandi speranze nel nuovo governo cosiddetto “tecnico”, e anzi, vorrebbero evitare di alimentare false speranze.
«Rendiamoci conto che la situazione non si risolve con due o tre interventini», rimarca Marco Parravicini, rappresentante Ascom. «Ci troviamo in una crisi di portata molto più ampia dei nostri confini nazionali. Tutti gli stati hanno problemi gravi, non illudiamoci che cambi qualcosa con il cambio di chi sta al governo». A chiedergli cosa si aspetti da Monti, il fiduciario risponde che «prima di tutto dovrebbe contribuire a rivedere le regole del sistema finanziario».
Per il resto, potrà fare poco: «Le situazioni di crisi sono fortemente aggravate dall’instabilità politica e noi avremmo bisogno urgente di stabilità, ma è evidente che non si può dare stabilità ad un paese con un governo tecnico».
Sono meno scettici i sindacati. Pur avendo assistito ad un piano di tagli degno di un bollettino di guerra dal nord al sud del Varesotto, tra Whirlpool, Ims, Inda e Sanofia Ventis, provano almeno a ribadire le priorità. «Numero uno, bisogna sostenere la crescita con azioni incisive per uscire da una crisi pesantissima», dice Carmela Tascone, segretaria generale Cisl: «Intendo sia incentivi per le imprese che innovano, sia per quelle che assumono e garantiscono occupazione».
Numero due, per la sindacalista, occorre «dare continuità agli ammortizzatori sociali nel 2012. Abbiamo avuto la riprova che sono uno strumento prioritario anche con gli ultimi avvenimenti di Varese». A scalare, chiede in aggiunta di dare la possibilità di riqualificarsi a chi perde il lavoro, in modo che possa candidarsi a chiederne uno nuovo e magari diverso ma con un minimo di preparazione.
Ma soprattutto anche lei dice sì alla patrimoniale e di introdurre tassazione delle transazioni finanziarie: «sono questioni impellenti», spiega.
È una posizione che del resto condivide anche la Cgil. Il segretario generale Franco Stasi in particolare riconduce tassazione delle rendite e patrimoniale al tema più generale dell’equità sociale: «La prima cosa che chiediamo è un intervento fiscale che favorisca le fasce più deboli come i pensionati e i lavoratori», spiega, «insieme ad un sostegno importante alle imprese che innovano». Lo avevano chiesto formalmente e già da tempo all’ormai ex governo Berlusconi, ma «tutto era rimasto lettera morta».
Francesca Manfredi
s.bartolini
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